La Festa dell’Unità e u Festival du Tammur

Anche quest’anno si è consumata la Festa dell’Unita, che ha ravvivato con la presenza di numerosi ospiti sul palco di piazza Moro, la vuota estate torittese, ormai è risaputo che Toritto è diventata un mortorio a giorni alterni, perché parte di Toritto è spostata a villeggiare nella borgata murgiana..

L’iniziativa politica e culturale del maggior partito della sinistra che dopo aver assimilato tutte le virtù feudali dei campioni di moderatezza nepotistica (partito famiglia) si ridotto a ruota di scorta dell’egocentrismo democristiano. I giorni della festa se non ci fosse stata in concomitanza a Grumo il Festival du Tammur, avrebbe ottenuto il successo sperato. Sarebbe bastato, infatti, posticiparla di una settimana al tradizionale festival grumese, il quale essendo organizzato da Associazioni Culturali e sostenuto dal Comune è diventato un Incontro culturale ci grande rilevanza Nazionale.

Per onore del vero va detto che non è stato un flop, anche la Festa Patronale, per esempio, avrebbe potuto avere uno scarso successo se si fosse tenuta in concomitanza del Festival Grumese. Il flop, semmai è stato nella scaletta degl’incontri politici e culturali che si sono avvicendati nei giorni di festa. Non perché mancano le rivendicazioni verso un Governo black che bloc-ca la democrazia politica ed economica, ma perché i cittadini a forza di stare a sentire dalle stesse persone e dallo stesso pulpito la stessa tiritera, va a finire che quello che si dice non solo perde di significato ma può diventare persino non credibile.

a) Nel dibattito di Venerdì, “un anno del Governo Black” si è sentito solito il bla bla, o la tiritera del senatore che interviene spesso dal Collegio di Acquaviva (Collegio Unico provinciale).

b)Anche nel dibattito di Sabato, “la vita amministrativa a Toritto” si è ripetuto il bla bla, o la tiritera dei maldestri rappresentanti del “centro-sinistra locale”(1*), in cui si è aggiunto anche la riflessione di uno dei rappresentanti storici della burocrazia comunale approdato anni fa al vecchio picci.

Nella riflessione è stato detto che il cappio al collo della vita amministrativa, sino ad ora è stato quello di portare a compimento il Piano Regolatore (non approvato nello scorso ventennio per ragioni opportunistiche fin troppo note all’opinione pubblica). Ora, però, con lo strumento urbanistico approvato si sono aperte per Toritto nuove prospettive politiche ed economiche, solo che all’iniziativa non dovrebbero restare sordi i Privati...

Io credo invece che il cappio al collo continuano a portarlo a causa del sottosviluppo soltanto i cittadini, non la burocrazia che si avvicenda nel Palazzo Comunale e nella Partitocrazia, dall’Unità d’Italia. Burocrazia feudale che ha sempre osteggiato il Piano Regolatore per ovvi motivi. Infatti, senza piano urbanistico costoro si sono concessi uno sviluppo edilizio nei propri suoli(le cocevoli) secondo i propri appetiti. Le dirette conseguenze di questo sviluppo sono: il blocco Edilizio, la cattiva viabilità stradale, la mancanza di parcheggi e la pessima vivibilità subita sulla pelle dai cittadini, quelli che non possono permettersi in Estate né la Sardegna né la Costa Azzurra né tanto meno Quasano


Le Grotte di San Martino Toritto

Domenica sera, invece , si è preferito saltare il dibattito in programma, per dare avvio alle attrazioni..

Forse questo flop politico-culturale si sarebbe potuto evitare se si fosse coinvolto altri partiti e associazioni che protestano e propongono un’alternativa democratica contro la deriva autoritaria di un Governo Black che oltre alla concentrazione televisiva vorrebbe farlo anche con i Tre poteri dello Stato.

L’unica cosa bella della festa, che alcuni hanno definito tutt’altro che dell’Unità, sarebbe stato la pubblicazione del Libretto Storiografico, redatto da Franco e Marianna,due studenti di architettura di Toritto. Ma anche questa iniziativa culturale è stata fatta cadere nel grigiore:

Perché non si è pubblicizzata prima la presentazione dell’Opuscolo Storico?

Perché non si è programmato anche l’incontro con gli autori, come si dovrebbe?

E nonostante nell’opuscolo si continua è presentare i torittesi come se fossero tutti figli di Ettore D’Urso, a differenza di Binetto che sono ritenuti tutti figli del Barone; al sottoscritto, che non è né figlio di Baroni né di Ettore, sarebbe stato giovevole conoscere e poter interloquire con i due apprendisti della storiografia locale….

Pazienza sarà per la prossima volta

Toritto 6 Agosto 2002 Antonio Bartolomeo

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1*) I rappresentanti del centro-sinistra di Toritto, estranei ad ogni linea politica nazionale, sembrano essere come i Matarrese dell’AS Bari, che è la società caca ternise (soldi) della loro famiglia, a differenza della A.S. Fiorentina, la quale per continuare a stare in serie A, Cecchi Gori si sarebbe giocato pure le mutande.