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musici e giocolieri
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In occasione della 52esima Sagra della Mandorla tipica di Toritto il Gruppo Barese "Gargantua e Pantagruel",ha eseguito una manifestazione squisitamente medievale sotto le sculture leonine che chiudono l’accesso alla Torre Normanna. Antico presidio militare che nonostante sia Monumento Nazionale rappresenta una gabbia di polli, considerato che nel suo interno si continua ad allevare galline. Cosi ricordo, quando da piccolo, il vecchio custode (Mest’ Antonio), mandava i bimbi curiosi a cogliere le uova...S arebbe lecito chiedersi:Chi, e perché collocarono all’ingresso della Torre le sculture Leonine? |
Medioevo e Feudalesimo a confronto
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La Danza delle Damigelle
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Ebbene, quelle le sculture leonine pare furono collocate colà durante la dominazione spagnola dal feudatario Della Tolfa Frangipane
(1590–1633) dopo aver soffiato il Feudo di Toritto al filo-aragonese Pignatelli (1480,1590).|
Il benvenuto D ITO RITTO.
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Sarebbe il caso, prima di procedere, di inquadrare il centro urbano di Toritto prima che il genovese C. Colombo scoprisse l’America(1492) e prima che il Mezzogiorno
diventando Colonia di Spagna, con l’Imperatore Carlo V, il Viceré di Napoli regalava Feudi come fossero noccioline ai suoi mercenari.Quando Pignatelli, fedelissimo servitore di Ferrante I d’Aragona, si aggiudicò 1480 il Feudo di Toritto, l’antico centro Peuceta del VI s.a.c., composto di casupole a un solo piano, era situato:
tra il Monastero Madonna della Stella
(costruito da vari Ordini Monastici affluiti dal 500 in poi, e di cui oggi resta la sola e quasi dimenticata Chiesetta diversamente dai beni che compongono il Monastero del Beato Giacomo a Bitetto) e la Chiesa di San Nicola (il santo più venerato del Mediterraneo da oriente a occidente da Sud a Nord); dalla parte alta, poi, era dominato dalla possente Torre Normanna, costruita l’XI secolo forse sopra un precedente Acropoli dell’epoca Greco Romano (Acropoli, acro=alto polis=città).|
Il sorso di Bacco
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La possente costruzione di pietra, con vista sull’adriatico, aveva una funzione di Controllo Militare sul territorio, e dalla quale si trasmettevano messaggi di fuoco tra le varie Torri lungo il promontorio murgiano da Conversano a Castel del Monte. Nel fortilizio si riuniva anche la Curia Comitale presieduta dal Conte di Gravina, che aveva il potere di amministrare la giustizia, per dirimere le controversie nell’ambito della sua Giurisdizione che comprendeva anche Grumo, Binetto e Bitetto.
(Memorie Storiche di Toritto, Salvatore d’Innocenzo,pg 42)Intorno alla Torre, dalla parte Est verso Via Scarilli, vi stavano le grandi Stalle per decine e decine di Cavalli e altri Edifici per foraggiamenti e risorse alimentari del fortilizio; a Ovest verso via Gelso lo spiazzo e altri servizi
(n.b. ai servizi nella roccaforte militare ci pensavano le Courve composte a turno da uomini e donne del paese).A Sud verso Altamura iniziava la Murgia con le cosiddette Macchie e Parchi per allevamento e caccia.
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La poetica
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La secolare colonizzazione Feudale, Normanno-Svevo e Angioino-Aragonese con le diverse milizie mercenarie riversate nel fortilizio, aveva del tutto eliminato le antiche virtù mediterranee e municipali della Civiltà Greco-Romana nell’antico Centro Peuceta.
L’unica struttura che salvaguardava o che veniva incontro alle necessità socio-economiche, produttive e assistenziali della piccola comunità contadina, ma anch’esso gravato dalla presenza del presidio Militare era l’antico Monastero Madonnna della Stella con annessi frantoi, granai forni, mulino eccetera.
Perciò non credo che la comunità contadina ammorbata com’era dalla plurima presenza di milizie mercenarie, abbia potuto assistere a canti e danze di gentilezza medioevale come quelli eseguiti dal Gruppo "Gargantua e Pantagruele nel terzo millennio.
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La serenata
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Nel contempo nessuno immaginava che l’America dovesse sottrarre al Mezzogiorno e al Mediterraneo l’importanza Politica, Economica e Commerciale, o che il Mediterraneo dovesse passare da Centro a Periferia del mondo, ma soprattutto che il dominio feudale per la Puglia e Toritto sarebbe diventato ancor più tirannico e oppressivo.
V
ediamo intanto gli equilibri politici Europei, che nel 16 secolo variavano in relazione alle eredità dei principi ereditari delle grandi monarchie imperiali d’Europa. L’ambizioso nipote dell’Imperatore Massimiliano d’Austria, dopo aver ereditato la Corona di Spagna, d’Ungheria e quella del Regno di Napoli, fu nominato dal Papa Adriano VI (di origine tedesca) nuovo Imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di CarloV (1519), sognò subito di restaurare l’antico Impero universale.|
Il Coro
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Non era stato il primo a fare questo sogno, né sarà l’ultimo: nel XIX secolo anche Hitler tentò di realizzare lo stesso sogno e scatenò la seconda Guerra Mondiale trascinandosi dietro il Benedetto italiota.
Allora l’antagonista del sogno Imperiale era il Re di Francia, che stava trescando con i vari signorotti dei principati italici e Papa ClementeVII succeduto a AdrianoVI(il
primo Papa Italiano). Non appena Carlo V s’accorse della congiura con un esercito di mercenari Borboni e Lanzichenecchi misero a ferro e fuoco la capitale dello Stato Pontificio:fu il Sacco di Roma del
1527.
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Mai visto tanta grazia davanti a S.Michele
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A Napoli il Viceré di Carlo V, dopo il Sacco di Roma che suscitò molta paura nel Regno delle due Sicilie governò a suo piacimento.
Il bellimbusto del Viceré, infatti, affidava titoli di nobiltà e Feudi ai fedeli Lanzichenecchi come si distribuiscono le carte a scopa, e come si farà durante il Fascismo e il regime dello Scudocrociato: con il primo si nominava Potestà e reggenti, con il secondo attraverso Concorsi truccati si consegnavano Lauree e Titoli, Posti, e Cariche di Enti pubblici dal Comune al Parlamento
(la strategia della partitocrazia feudale e dell’impero Mediaset).
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Il corteggiamento del giullare
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C’è da dire inoltre che la "nobiltà" dei Feudatari, che Toritto si lustra, poiché amava starsene alla corte, si dimostrerà tutt’altro che cavalleresca ma simile alle Cavallette, perché i loro possedimenti a loro volta li affidavano a Baroni e Massari che i contadini chiameranno
Squarcioni.(Postilla per evidenziare meglio le angherie cui era sottoposto il popolo
)Torniamo, ora, alla politica del filo-aragonese Pignatelli, che intanto dopo aver fatto costruire sul fossato intorno alla Torre cantine e altri edifici, come quelli che si trovavano presso il Monastero, per poter requisire la produzione locale nel fortilizio. Il 1560 per sbaragliare l’antica Comunità composta da vari ordini monastici, assimilò anzi
"inglobò" nel dominio del Feudo il Monastero e i Beni del Presidio o della Grancia (terreni, granai, mulino frantoi, forni). I suddetti beni vennero affidati poi ai suoi fidati Squarcioni o Massari. Senza quei monaci impiccioni, il Castello poté facilmente acquisire oltre al Controllo Militare quello Politico ed Economico. Per suggellare il suo dominio sul paese farà costruire poi la Torre dell’Orologio(1569)|
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con il quadrante rivolto non verso la Chiesa ma alla Torre, per simboleggiare la sua Potestà, e per indicare il futuro sviluppo urbano del paese…
Poiché gli Aragonesi, eredi della Corona di Spagna e alleati con il Re di Francia furono sconfitti dall’Imperatore, il Regno di Napoli con un Viceré diventa colonia Spagnola. Durante l’epurazione il Viceré come fu informato che il Milite Pignatelli aveva congiurato contro l’Imperatore il Feudo passa la mano a LaTolfa Frangipane, che si aggiudicò anche quello di Grumo. Non si esclude che fu l’autore della spiata perché voleva soffiargli il Feudo, con un vasto territorio sulla Murgia dove intendeva far svernare le sue bestie dai bovari con la transumanza.
Il nuovo nobilastro, che si fregiava di un secondo nome, come si usava a Napoli per vantare il proprio blasone cavalleresco, era titolare di molti Feudi in Abruzzo da dove giungerà a svernare il suo bestiario.
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Ricordo dell’allegra brigata
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Dopo aver preso possesso del Castello ormai ben attrezzato di cantine e granai, inviò a Toritto altri Lanzichenecchi, Massari e Squarcioni, farà costruire al piano superiore la residenza ducale e baronale nonché la Torre Merlata. E quindi per suggellare la Maestà del blasone collocò all’ingresso del Castello i Leoni con i pani tra le zampe
(fu cosi che si fondò in Toritto
il Lions club ).I Leoni simboleggiati la dinastia per i Massari furono emblema della loro politica sul territorio di Toritto: tutto ciò che si produceva nel territorio doveva finire nel Castello, da dove poi la metà ripartiva attraverso la via della transumanza al contrario.
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Lo Sberleffo del Giullare
al Leone Frangi-Pane |
Il Patto tra Feudatari e Massari
era chiaro: mezzadria, la metà di tutta la produzione in loco. Tra Massari e Coloni non c’era patto alcuno, tutto quello che potevano requisire o il meno che si poteva lasciare ai coloni. Non penso ci siano modi migliori per capire quali potevano essere le condizioni dei coloni, durante la colonizzazione feudale. Se proprio non riuscivano a sfamarsi, i coloni potevano comunque, farsi nomadi, darsi alla macchia come briganti, cibarsi di Ghiande(mangiaghiand) oppure da pio bove essere sottomesso alla magnanimità dei Leoni frangipane tra le cui zampe potevano sempre trovare un pezzo di pane...Insomma, all’arrivo dei Leoni Frangipane, come entrò a pieno regime il feudalesimo, nell’antico centro Peuceta scompaiono tutte le usanze e le virtù della Civiltà Mediterranea Greco, Romana e della Comunità monastica. La suddivisione dei pani con il "Sistema Feudale" non sarà come nell’Ultima Cena di Leonardo: Gesù che frange il pane ai discepoli. Saranno i giannizzeri collocati in loco da cortigiani che ricevevano feudi come noccioline dalle Corti del Vicere e del Viceconte
(come le nomine dei Bovari con la feudale partitocrazia del divismo televisivo).In conclusione,
credo che, il Lions Club Frangi-pane, non abbia gradito lo sberleffo del Giullare del gruppo Barese "Garcantua e Pantagruel", che durante la 52esima Festa della mandorla tipica torittese, ha allietato la cittadinanza di Toritto come mai udito e visto prima Meonio 2001