Orazioni e ovazioni senatoriali
La dura la replica di Andreotti a Violante del 6.10.03:
“voleva incastrarmi sul caso Pecorelli”.
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Faccio notare che una mano non è di Andreotti ma la mano di Dio, che si congiunge con il sinistro indice del Grande Gib.
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ROMA - "Anche Violante ha cercato di incastrarmi". Cosi esordisce nella replica, tutt'altro che da clan brigantesco e malavitoso ma con una espressione soave e illibata come gli è sempre stato congeniale, e non come si aspettavano gli infamanti detrattori della parte avversa,
Nonostante l’età a conclusione del suo sofferto intervento, ha pronunciato pure un'altra espressione che definisco divina: Iddio ve ne renda merito.
Il ringraziamento era riferito non a chi gli puntava l’indice infamante, ma ai Senatori di questa e delle precedenti legislature, che, in questi dieci anni, hanno alleviato il pesante macigno infamante che lo accusava di essere non il mandante ma la mano dell'omicidio Pecorelli. Dopo aver ascoltato la replica mi sono subito chiesto, come poteva Violante violare un passato lindo e cristallino, come di un agnellino, per attribuire al grande vecchio il marchio di Carnefice.
Insomma, secondo me attribuire ad Andreotti, la colpevolezza di vecchie e nuove nefandezze commesse dal ”comparaggio tra mafia e politica”, contro cui oggi è completamente disimpegnato l'attuale figlioccio, il Premier di Arcore premiato dal predestinato Mattarellum, sarebbe come attribuire l’infamia alla volontà del buon Dio di Abramo. Come se le opere di Dio verso l'Uomo, la sua creatura, fossero da Carnefice, non opere di Salvatore.
Oppure, tanto per rimanere a Toritto, tutte le Opere Pubbliche e private eseguite, dal Campo di Calcio alle Piazze a quant’altro compreso lo sviluppo Urbano avutosi negli ultimi 25 anni con l’espansione del cemento che ha formato una barriera cristallina alla periferia del paese, come se queste fossero state realizzate con gli appetiti personali piuttosto che con l’amore di Dio e del prossimo. Lo stesso, credo, può dirsi di Bari, Punta Perotti insegna, un’altra opera d’arte realizzata dalle scorie della democrazia cristiana doroteista.
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Credo, inoltre, che ciò debba essere fuori dubbio e chiara per tutti. Come dovrebbe essere ben noto più che agli atei ai fedeli delle tre religioni monoteiste, che Abramo mentre stava per sacrificare il figlio di-letto, subito Iddio gli intimò di sacrificare al suo posto un agnellino. Se poi al posto di un agnellino, Abramo abbia sacrificato "Pecorelli" che importanza potrebbe avere, sempre di lana caprina si tratta.
Pertanto, è bene farla finita, non può continuare all'infinito questo teorema primordiale, il quale inveisce non solo contro il grande e gibboso vecchio, ma sopratutto contro il buon Dio.
Lo stesso dicasi per tutti i senatori e parlamentari eredi del CAF, che hanno alleviato sino ad oggi la pesante infamia che voleva violare l’illibatezza di Andreotti, anch’essi come il buon Dio, al di sopra di ogni ragionevolissimo sospetto. Non a caso le ultime parole di ringraziamento nel sofferto intervento del Grande Gib, riferite ai plaudenti Parlamentari, sono state:
"IDDIO VE NE RENDA MERITO".
Per i Figli della Gobba - A-postolo Bartolomeo
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