1) Per un Capodanno più riflessivo che festivo,

riguardo al futuro più dell’Uomo che del Pianeta.

Poiché si sta facendo di tutto per spostare l’asse di rotazione terrestre, come dire: dopo la scomparsa dei Dinosauri potrebbe esserci il turno dell’Uomo.…

Credo sia d’obbligo una breve analisi dopo l’Apocalisse Now, dopo il più grande cataclisma che la storia ricordi. E se non lo dicono nella televisione, quello che ci potrebbe accadere se continuiamo di questo passo, lo dice il circolo Equilibrium di Toritto: il peggio deve ancora venire.

Intendiamoci, per come e dove sta andando il mondo, sarebbe utile che cominciassimo a far sorgere attraverso una riflessione nuovi comportamenti anche nel nostro piccolo. Altrimenti se non invertiamo la tendenza finiremo per pregiudicare "l’equilibrio" che permette la vita dell’uomo sul pianeta terracqua. Mentre la tivù italiana è impegnata a intervistare i turisti Vip, ritornati a casa dai luoghi della scampati la tragedia dove incombe il pericolo di epidemie e carestie. Per completare il quadro della tragedia bisognerebbe aggiungere che l'allagamento di acqua salata, e lo spargimento di sostanze tossiche dai depositi industriali distrutti, intere regioni coltivate diventeranno aride. Per cui la desertificazione unita alla moria di bestiame che per milioni di contadini era fonte di sussistenza, gli effetti del Tsumani dicono gli esperti saranno molto lunghi.

Ecco in breve il futuro di un area che negli ultimi anni sembrava investita dal benessere, perché beneficiava degli investimenti del fenomeno che va sotto il nome della delocalizzazione produttiva dei capitali.

Un’area in cui erano stati fatti molti investimenti nel tessile, scarpe e quant'altro da parte delle Multinazionali finanziarie. Le quali poi rivendevano nell’occidente consumistico i prodotti quintuplicati nei prezzi grazie all’apporto della stravolgente e strafottente Pubblicità televisiva. E poiché la spietata logica delle voraci Piranha delle multinazionali è quella di investire solo dove ricavano maggiori profitti, quell’area per il futuro poiché non glieli potrà garantire, se ne andranno a investire da un’altra parte, per effetto della delocalizzazione dei capitali finanziari.

Ecco l’altro effetto choc dello Tsunami: la fuga dei capitali finanziari con cui le multinazionali sfruttavano a basso costo la manodopera di quei luoghi.

Si è pure letto in questi giorni, che la Banca Mondiale(FMI) intravede in quell'area il rischio degli investimenti di diversi giganti americani come la Nike, Reebok, la Smile e altre. Secondo alcuni esperti questi Baroni-sceicchi delle multinazionali per gli investimenti stanno già esaminando le loro scelte strategiche, come anni fa avevano privilegiato quei luoghi. L'impatto della Globalizzazione in Asia non è certo stato sempre benefico come da noi: basti pensare ai casi di sfruttamento del lavoro minorile più volte denunciati nei Forum Sociali Europei, dove si levavano alte le grida contro lo sfruttamento della mano d’opera sottopagata.

Ora però, credo che sia tutto cambiato, se prima della festa di Santo Stefano si preavvertiva solo la paura, poiché il cataclisma a messo a nudo le povertà lasciate dalla marea della delocalizzazione dei Capitali, nulla potrà essere come prima.

Quindi è ora che ci convinciamo una volta per tutte che la globalizzazione, diversamente da quanto ci fanno credere i loro sostenitori, più che acquietare le ansie del futuro nella gente le inquieta sempre di più. E se qualcuno in Italia pensa che gli investimenti le multinazionali finanziarie dalle aree colpite li faranno ritornare da noi si sbaglia di grosso. Perché questa tragedia ha messo ormai a nudo la strategia di questi piranha. Per esempio, se la tragedia ha seminato il lutto anche tra i paesi ricchi questo è dovuto sempre alla fame di profitto di costoro: come spiegarsi altrimenti l'inaudita carenza di infrastrutture e di piani di allarme?

Sarebbero bastati reinvestire in dispositivi di sicurezza una piccola percentuale dei profitti delle multinazionali alberghiere per difendersi dagli Tsunami, non per prevenirli. Ma la "sicurezza" come bene collettivo è garantito dalla politica degli Stati Nazionali, non dalle multinazionali le quali pensano solo alla sicurezza dei loro paradisi fiscali e delle loro isole felici, di quella degli altri se ne strafregano.

Infatti sin dall’insediamento di Bush alla Casabianca ( bianca solo di fuori) gli USA per il disegno egemonico planetario non hanno mai voluto sottoscrivere il Protocollo di Kioto, per ridurre il surriscaldamento terrestre, anzi insieme ad altri Baroni-Sceicchi, continua a surriscaldarlo con la Guerra in corso per lo sfruttamento del petrolio.

Mutazioni e migrazioni: la Guerra continua.

Sarebbe ora che invertissimo la tendenza, che cominciassimo a pensare che il pianeta è troppo piccolo, lo dobbiamo considerare ormai come un condominio, per cui non possiamo più disinteressarci della "qualità ecosostenibile della vita" e della cura degli interessi collettivi planetari neppure in zone remote del pianeta, e lo stesso dicasi della democrazia: il futuro dobbiamo deciderlo noi dal basso non i baroni-sceicchi dall’alto dei loro paradisi.

In ultima analisi sperando che dalla tragedia di Santo Stefano la Globalizzazione sia stata colpita al cuore, questo nuovo anno non possiamo trascorrerlo come se niente fosse.

Non ci si può chiudere nel proprio appartamento mentre in quello accanto morte e distruzione dilaga.

I giorni successivi al maremoto la Tivù ci ha messo davanti agli occhi delle strazianti immagini che avranno effetti epocali, altro che 11 settembre. Non è solo la necessità di rispettare il dolore, ma di riflettere sul destino del pianeta che il prossimo sussulto potrebbe cambiare l'asse di rotazione rispetto al Sole. Ecco l’avvertimento della tragedia: il mondo è proprio piccolo e in un solo istante potrebbe dire addio all’uomo come ai dinosauri anni fa.…

1 gennaio 2005 per il Circolo Equilibrium ditoritto Antonio Bartolomeo

 

 

 

2) L’Opulenza e l’incoscienza un pericolo per il pianeta terracqua.

 

Mentre nella parte occidentale del pianeta terminava la festa del Santo Natale 2004, dalla parte orientale… dove il sole fa sorgere il nuovo giorno, Santo Stefano la terra con il maremoto ha lanciato l’Ultimatum agli abitanti del pianeta terracqua.

Un pianeta terracqua

Amici belli, è bene che ce lo diciamo una volta per tutte, se si continua di questo passo diventerà sempre più vicino il giorno in cui altri diranno: dopo i dinosauri sono scamparsi anche gli umani. Intendiamo. Non sono io l’autore di questa profezia, ma di molti prima di me. Nel capodanno del 2001 quando si sparavano botti per il terzo millennio anche il politologo Giovanni Sartori la richiamava: "..facciamo bene a festeggiare il nuovo millennio più volte. Perché se la follia umana non troverà una PILLOLA che la possa curare il "regno dell'uomo" arriverà a malapena al 2100". Non sono mancate anche in questi giorni altre dichiarazioni autorevoli. Le quali addirittura ipotizzavano che di questo passo tra meno di 50 anni il pianeta Terra sarà mezzo morto e gli esseri umani anche. Se calcoliamo, inoltre, che Sartori il primo gennaio del 2001 quando invitava sollecitamente alla scoperta di una pillola contro la follia, non immaginava che Bush, eletto subito dopo a presidente della Casabianca (insieme al virgulto leader del partito azienda anch’esso neo eletto presidente a Palazzo Chigi) non solo si opporrà energicamente a sottoscrivere il Protocollo di Kioto per ridurre il surriscaldamento del pianeta, ma avrebbe scatenato nel bacino del mediterraneo altre guerre oltre a quella condotta dal loro amico Sharon. Nelle quali il potenziale bellico impiegato non può non aver contribuito al surriscaldamento e all'effetto serra, provocato dall'anidride carbonica, dai carburanti e dal carbone. Guerre che certamente favoriscono a realizzare in questo secolo l’ultimo secolo di vita dell’uomo sul Pianeta.

E come aumenta l'anidride carbonica, aumentano i suoi effetti sul cambiamento del clima, i quali come stiamo vedendo diventano sempre più evidenti e devastanti. Per esempio, c'è la crescita del livello dei mari, man mano che i ghiacci dei due poli(artico e Antartide) si liquefanno; e mano in mano che i ghiacci si sciolgono i Poli si rimpiccioliscono e le zone equatoriali si ingrossano di masse liquide(satolli scomparsi), nonché eventuali spostamenti dell’asse di rotazione terreste nel lungo termine; nell'immediato poi si verificano diversa piovosità, che da un lato provoca disastrose inondazioni e dall'altro crea vaste zone di siccità.
L’acqua potabile è sempre più insufficiente. Oggi oltre un quinto della popolazione mondiale soffre la scarsità di acqua. C'è infine la distruzione delle foreste per la ricerca di aree coltivabili per l’aumento della popolazione. Gli alberi non solo ossigenano l'aria assorbendo l'anidride carbonica, ma salvano frenando lo scorrere delle acque piovane, e per di più aumentano le riserve di acqua con l’infiltrazione delle piogge nel sottosuolo.

Un pianeta d’acqua

Se a questo aggiungiamo la strategia dei Baroni-sceicchi delle multinazionali finanziarie, con la quale si vuole imporre lo stesso modello di consumo occidentale al resto del mondo. Dove esportare tutta la loro produzione bellica e tecnologica: dalla macchina al telefonino, dalla lavatrice ai frigoriferi sino ai Condizionatori d’aria fresca d’estate e calda d’inverno alimentati ovviamente con l’energia elettrica, vorrà dire che il gioco è fatto e cioè che ci troviamo veramente nell’ultimo secolo. Non sto poi a sottolineare l’aumento delle estrazioni di petrolio dal sottosuolo…

Cosa ci impedisce di acquisire la consapevolezza di dove e come sta andando il mondo: perché crescono i deserti o aumentano di intensità terremoti e maremoti mentre i pesci, gli animali, gli alberi, la terra coltivabile e l'acqua decrescono?

Tutto questo immane disastro non è certo causato dall'anidride carbonica che c'era fino a un secolo, ma mano in mano che crescevano le catene di montaggio e lo sviluppo tecnico con la relativa diffusione di massa dei loro prodotti, il suo sproporzionato aumento. Nel 1500 eravamo ancora 500 milioni in tutto, all'inizio del '900 eravamo 1 miliardo e 600 milioni oggi siamo 6 miliardi di persone. In un solo secolo non è triplicata solo la popolazione, ma si è centuplicato il consumo dell’energia elettrica e petrolifera. Se un secolo fa c’era un solo milione di motori a scoppio oggi c’è ne un miliardo lo stesso dicasi di lavatrici e altri elettrodomestici. Se solo vent’anni fa si contava solo un milione di Condizionatori accesi d’inverno ed estate, attualmente hanno raggiunto quota un miliardo. E se i Baroni-sceicchi delle Multinazionali Finanziarie per potenziare i loro profitti, con la strategia del Marketing indotto dalla pubblicità televisiva, fanno in modo che tutti gli abitanti del pianeta avranno nelle loro abitazioni tutti i suddetti prodotti tecnologici, dove si andrà a finire. Con l’eventuale surriscaldamento e il conseguente scioglimento dei ghiacciai lo sviluppo tecnologico e scientifico in possesso dell’Uomo sarebbe capace di evitare che il pianeta possa essere invaso dalle acque?

Insomma la tecnologia in possesso dell’uomo, potrebbe evitare eventuali nuovi sconvolgimenti e lo spostamento dell’asse terrestre che dalla scomparsa dei dinosauri ha permesso a l’uomo un tale sviluppo da spingerli addirittura a paragonarsi a Dio?

Ma siamo impazziti? Sì, chi propugna e sostiene la suddetta strategia deve essere impazzito. Infine, pongo alla vostra attenzione, se oggi già si avanzano dubbi che la terra con sei miliardi di abitanti possa giungere alla fine del secolo, cosa pensare invece se la popolazione dovesse non triplicare come il secolo scorso ma solo raddoppiare nel secolo in corso con la relativa maggiorazione del consumo di energia elettrica e petrolifera.

2 Gennaio 2005

il circolo culturale revival quilibrium di toritto

www.euromedi.it

 

 

3) La storia e le disavventure del PROTOCOLLO DI KIOTO, e la ragione del licenziamento da Ministro degli Esteri di R. Ruggiero.

Premetto che chi avrà la pazienza di leggere questa breve storia del protocollo di Kyoto, potrà constatare anche la vera ragione del licenziamento di Renato Ruggiero dal Ministero degli esteri per un colpo di mano del leader di forzitalia il 5 Gennaio 2002 dopo solo sette mesi, assumendosi egli la guida ad interim. Ricordo che Renato Ruggiero, era stato inserito come tecnico nel governo del partito azienda il 2001. E prima di assumere la guida del Ministero Ruggiero era stato il presidente del WTO, e durante questa presidenza si era battuto per far introdurre nei trattati commerciali internazionali la clausola ambientale del Protocollo di Kyoto (Giappone).

Il Protocollo venne elaborato dall'O.N.U. con lo scopo di ridurre del 5,2 % le emissioni di gas-serra entro il 2012, e intanto sino adoggi continua ad essere rifiutata la ratifica da parte dell'amministrazione USA, benché costoro da soli, producono circa un quarto del totale delle emissioni di "gas-serra" presenti nell'atmosfera terrestre, vale a dire la stessa quantità prodotta dall'Africa, dalla Cina e dal Giappone messi assieme!). Va detto inoltre che tale riduzione non potrà verificarsi se non si rielabora una nuova regolamentazione del mercato globale.

Ecco alcuni dati storici da cui si ricava come l’Europa e altri paesi sono stati favorevoli a ratificare il protocollo di Kyoto, mentre gli USA per interessi economici continuano ad opporsi. Ragion per cui fa dire ad alcuni, che una parte dei danni provocati dal Tsumani dovrebbero essere addebitati ai Baroni-Sceicchi delle Multinazionali finanziarie che hanno ostacolato in questi anni quanto doverosamente andrebbe prescritto per la difesa dell’ecosistema.

Questi i passaggi più significativi

Buenos Aires 1992,

Primo Summit della Terra sull'ambiente e lo sviluppo, storica, conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile. Gli ambiziosi obiettivi sono descritti nell'Agenda 21. Documento fondamentale è la Convenzione quadro sui mutamenti climatici, ratificata da 152 paesi nel 1994. Il documento indica l'obiettivo generale di non superare la concentrazione di CO2 nell'atmosfera.

Berlino 1995. Prima Conferenza (COP1) convocata tra i firmatari della convenzione con lo scopo di valutare l'adeguatezza degli impegni esistenti e di prospettare nuove misure per raggiungere gli obiettivi prefissati. Gli interventi delle compagnie energetiche, controllate per lo più dagli Stati Uniti, e i paesi esportatori di petrolio, sono riusciti a bloccare qualunque decisione significativa.

Ginevra 1996.
Seconda conferenza, (COP2). Sebbene in questo incontro abbia lasciato molte cose irrisolte, ha permesso di fare qualche passo avanti soprattutto riguardo la rimozione da parte degli Usa di alcuni vincoli che avevano impedito un buon esito della Conferenza di Berlino.

1997, Kyoto.
La terza conferenza di fondamentale importanza per la stesura del "Protocollo", stabilisce la riduzione entro il 2008-2012 dell'emissione mondiale di CO2. Individuando quote massime di emissione per tutti i paesi Ocse, responsabili dell'80% dell'attuale effetto serra. Gli USA che da soli sono responsabili del 24% delle emissioni mondiali, anche qui fanno l’orecchio del mercante.

1998, Buenos Aires.
La quarta conferenza per regolamentare un "piano di azione del protocollo", vengono fissati i punti da negoziare per i prossimi due anni. Come dire tutto è rimandato alla conferenza del 2001 in Sudafrica dopo le presidenziali americane e il rinnovo del congresso, dove si tireranno le somme del lavoro di questi anni. Anche in Giappone dove l'opposizione dei gruppi industriali del paese sia difficile da superare… inizia a scegliere di non rispettare gli impegni presi con la firma del protocollo di Kyoto.

Il 2001 subentra Bush alla Casabianca, e in seguito al rapporto di un gruppo di scienziati incaricati dal presidente degli Stati Uniti Bush che conferma sia l'allarme sul ''global warming'' sia le cause umane dell'aumento delle temperature, la Casa Bianca medita una revisione della sua posizione, ma risulterà un temporeggiamento. Successivamente subentra in questa mascherata la proposta del governo italiana denominata "KYOTO 2". Il contenuto della proposta italiana richiede di fissare obiettivi più severi e più a lungo termine, utilizzando strumenti più flessibili e soprattutto sviluppando nuove tecnologie, efficienza energetica e fonti rinnovabili(come dire basta con l’uso della benzina cominciamo a far circolare le auto a indrogeno..)

LUGLIO 2001G8 DI GENOVA, FINISCE IL VERTICE MA NESSUN ACCORDO SU KYOTO.

Cala il sipario sul vertice di Genova. Gli otto "Grandi" posano a Palazzo Ducale per la foto di famiglia e si apprestano a lasciare alla spicciolata il capoluogo ligure.
In riguardo al tema dell’Ambiente l'incontro di Genova doveva servire soprattutto a vincere le resistenze americane sul Protocollo di Kyoto, ma al riguardo non si fece nessun passo avanti. Le posizioni di Stati Uniti ed Europa restano lontane. La promessa degli otto è quella di "lavorare insieme intensamente per raggiungere un comune obiettivo(ovvero il loro), per ridurre le emissioni responsabili dell'effetto serra, naturalmente Bush e leccabush pensando a tutt’altro.

Qualche mese di distanza dal G8 di Genova, giunge l’11 settembre e dall’ora in poi del problema del surriscaldamento del pianeta, non si saprà più niente poiché i baronisceicchi della globalizzazione finanziaria si sono impegnati con la guerra globale con il pretesto del terrorismo globale. Ragione per cui il 5 gennaio 2002, il leader di forzitalia licenzia il Ministro Renato Ruggiero dal ministero degli esteri per stare in stretto rapporto con il padrino della Casabianca.

4) Le motivazioni di Bush

nel rifiuto a ratificare il protocollo di Kyoto.

Il rifiuto di Bush a sottoscrivere il protocollo di Kyoto, tra l’altro già espresso a suo tempo dal Senato americano con 90 voti su 100 contrari alla ratifica, e ribadito anche nel vertice di New York di fine aprile, ha suscitato vivaci reazioni non solo tra gli ambientalisti di tutto il mondo, ma anche negli ambienti scientifici, politici e diplomatici dei maggiori Paesi. Il rifiuto statunitense viene giustificato dal timore che l'applicazione di vincoli alle imprese favorisca la crisi economica negli USA. Come se non bastasse, poiché in questi mesi alcuni stati (come la California) sono attraversati da una crisi energetica, Bush intende risolverla aumentando la produzione di elettricità costruendo nuove centrali, sia nucleari sia termiche. Una posizione criticabile, nonostante negli ultimi cinquant'anni si registra un notevole aumento delle emissioni di gas serra che surriscalda il clima terrestre con un forte rischio di catastrofi naturale.

Infine poiché non si può permettere che gli Stati Uniti, rappresentando solo il 4% della popolazione mondiale sia responsabile di oltre il 25% delle emissioni di gas serra, debba sottrarsi dall'impegno di ridurre concretamente le emissioni stesse, con la ricerca di energia alternative. Per cui dopo l’immane tragedia causata dallo Tsumani è diventata improcrastinabile una riapertura delle trattative sul Protocollo di Kyoto, per rendere effettivo quanto doverosamente richiede.

Il ritiro delle acque prima dello tsunami

5) Banchok- I nomadi del mare di Morgan
Il tempio Buddista sull’acropoli salva una intera comunità di pescatori nomadi thailandesi

Gli anziani subito dopo il ritiro delle acque hanno detto: "quando l'acqua si ritira improvvisamente
torna rapidamente e nella stessa quantità"

Così, affidandosi alla saggezza e al legame con la natura dei membri più anziani della comunità, un intera tribù di pescatori nomadi thailandesi si è salvata dallo tsunami che ha devastato il sud-est asiatico e che probabilmente l'avrebbe cancellata per sempre dalla faccia della Terra.
Domenica, mentre molti correvano verso l'imminente ondata per raccogliere i pesci lasciati sulla sabbia dal recedere delle acque, i nomadi del mare fuggivano in direzione opposta, verso l’acropoli al tempio Buddista. Quando lo tsunami è arrivato, spazzando via tutto quello che trovava lungo il suo percorso, i 181 membri della comunità erano tutti in salvo e al sicuro in un tempio buddista dove hanno atteso il passaggio della calamità.

I nomadi del mare di Morgan hanno un legame profondo e antico con il mare. Ogni anno, nella stagione dei monsoni, vivono in barca, battendo le coste del mare di Andaman dall'India all'Indonesia. Nel periodo tra aprile e dicembre si stabiliscono in capanne sulla spiaggia e vivono pescando gamberetti. Uno stile di vita che si mantiene immutato nei secoli e che ha salvato questa piccola comunità dalla probabile distruzione. "Con noi il mare è stato sempre gentile", ha dichiarato il capo villaggio Sarmao Kathalay. "Non vuole fare male a nessuno, ma bisogna sapere quando trovarcisi in mezzo, e quando no".
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