Dal Dibattito sulla scuola del Corriere.it .
Dall'allagamento del Parini, al caso dei ragazzi di Foligno che fanno esplodere un ordigno artigianale per fermare le lezioni, ai tanti casi di abbandono scolastico.
Emerge la sensazione che l’attuale politica nei confronti dei comportamenti scolastici non sia del tutto adeguata. Qual è il ruolo degli insegnanti e dei genitori? Cosa si deve fare per ristabilire il rispetto delle regole? Meglio il pugno di ferro o il dialogo?
Pensaci su e mettilo in rete equilibrium@euromedi.it
| Mercoledì, 2
Febbraio 2005
La lettera del giorno
se cominciassimo a togliere dalla tv gli
spot che sviluppano devianza
… BARTOLOMEO ANTONIO |
Altri Email del Forum
Mazzini di toritto
23 /01/2005 13:03
Formazione civica, culturale e della legalità non deformazione.
Quanto sta accadendo sembra voler confermare che la scuola sta diventando una
zona franca e un luogo in cui molti stiano sviluppando il concetto di
impunità(rifugio peccatoris), e tra l’altro che ci si può aspettare con la
stravolgente e strafottente disinformazione dei media. Non è infatti quello che
sta accadendo anche nella realtà internazionale: l'ONU travisato, la politica
negli stati altrettanto, non parliamo poi della manipolazione televisiva. La
scuola sembra allontanarsi dai principi istituzionali della formazione e
crescita civica come quella che si prefiggeva Giuseppe Mazzini nella Scuola che
egli istituì a Londra durante l'esilio, per gli immigrati dall'Italia
monarchica.
Al riguardo credo che sia proprio l’ effetto della ventennale televisione
commerciale con i suoi modelli consumistici nonché del liberismo liberticida
delle multinazionali finanziarie (la globalizzazione a senso unico che cala
dall'alto e tutt'altro che come manna dal cielo..).
equilibrium@euromedi.it
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BARTOLOMEO ANTONIO 2005-01-23 20:10
Dilettando si ammaestra l'educando ai suoi talenti e a quelli degli
altri...
Penso che quello che sta accadendo conferma che la scuola attraversa uno dei
suoi momenti peggiori, che fa rivoltare nella tomba non solo Parini, ma tutti
grandi uomini di pensiero dalla civilta classica, che hanno aspirato una
istituzione scolastica per le future generazioni.
Anche del periodo in cui ero scolaro non poso dire che le le cose andavano in
modo diverso, poiche a rifletterci su, emerge che era maledettamente selettiva
in modo nepotistico: ho conosciuto molti profesionisti che hanno aquisito titoli
uno dopo l'altro ma potevano essere solo degli ottimi contadini e molti
contadini che sarebbero potuto essere degli ottimi professionisti.
Ma nonostante, ricordo che da piccolo ero molto più soddisfatto e mi prendevo
maggior cura di qualsiasi scoperta o creazioni di cui mi sentivo artefice,
diversamente avveniva per quelle che venivano presentate da altri... Delle cose
di cui ero artefice o creatore in caso di guasto ero capace di rimetterla in
funzione, mentre delle altre di cui non conoscevo i pricipi regolatori me ne
disfavo quando queste si guastavano. Oggi giorno, chiedo, quanti giovani
sarebbero capaci di riparare un telefonino, un telecomando o una televisione e
cosi via con tanti altri aggeggi elettronici?
Al giorno d'oggi, specie i giovani se da un lato accettano per comodita tutto
quello che lo sviluppo tecnologico gli offre, dall'altro poiche questi beni di
consumo non completano o soddisfano le naturali aspetative umane e spirituali
della loro personalità quando vanno in avaria vengono distrutti ggono ttivi.
Nella scuola di oggi c'è ancora la dupplicità dell'educare: educere come
allevare nutrire e quindi educare ai principi della virtù civiche morali e della
legalità, educare come condurre fuori, far uscire le navi dal porto sulle rotte
dei propri talenti,,, piuttosto che lasciarli andare alla deriva ...
Oggi più che mai la scuola è chiamata a mettere in pratica la dupplicità
dell'aspetto del "educare" (cosa che forse non c'è mai stata nemmeno negli anni
50 quando ero scolaro....) è questa priorità non la dico ma la richiede tutto
ciò che ci accade intorno...ma sopratutto i giovani di oggi non sono più come
quelli in cui faceva parte il sottoscritto, al quale importava poco che fosse
maledettamente selettiva in modo nepotistico.
Mazzini di toritto
equilibrium@euromedi.it;
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Mazzini di toritto 26/1/2005 11:24
Per Max e Demetrio-
La diagnosi e i metodi che sciorinate appartengono a una
scuola maledettamente selettiva e nepotistica: o questa minestra o la finestra.
Io rimango dell'opinione che sia dilettando che si ammaestra l'educando ai suoi
talenti in equilibrio con quella della civiltà in cui si identifica o
faccia parte. Solo che questo tipo di scuola continua ad essere solo
strumentalizzata. E se questa è allo sfascio, non aiuta a risanarla facendo di
tutta l'erba un fascio. Anche l'imbonito sessantottino è in parte responsabile
di questa tendenza ma addebitarle tutte le responsabile sarebbe secondo il pio
parere da miope e anche da gonzo. Molte delle responsabilità, invece dovrebbe
essere addebitate anche al liberismo liberticida oggi imperante con il controllo
dell'informazione dei media. Perché i talenti del calcio sono ricercati o
emergono dalle periferie del mondo e quelli che gestiscono la cosa pubblica sono
i soliti topi del palazzo?
mignolino ditoritto
equilibrium@euromedi.it
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inviato da Maria Ernesta
2005-01-25 19:35
Caro Max, sono perfettamente d'accordo con quanto scrivi. E' il permissivismo dei metodi educativi degli ultimi cinquant'anni che ci ha portato a questi risultati. Io sono stata educata dalle Suore Sacramentine, che ricordo sempre con affetto e riconoscenza. Ci educavano a non fare nulla senza chiedere prima il loro permesso. E io e le mie compagne siamo diventate tutte persone rispettose degli altri; donne conscie del proprio valore, madri di famiglia, donne in carriera per le quali i valori veri sono la cosa più importante. Adesso che ho dei figli cerco di allevarli cristianamente, perchè il vero successo nella vita si può raggiungere solo se si conoscono le proprie capacita' e i propri limiti. Non a caso quel muratore mantovano che ha aggredito Berlusconi viene da una famiglia di basso livello culturale. Il difetto sta nel manico.
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Mazzini di toritto
26/1/ 2005 11,24
x Maria Ernesta- riguardo alla storia e la propaganda del primo
dopoguerra..si evince da un ritornello tramandato dai contadini nella
mia provincia, tra i quali vi era un contadino scampato nella Campagna della
Russia, perché rientrò nelle retrovie per una scheggia di granata, qualche
giorno prima che iniziasse la disfatta italotedesca. Un Reduce che non poteva
permettere ai suoi figli la Scuola delle Sacramentine
"AL SOLDATO DISPERATO
LA REPUBBLICA HAN DONATO.
MA NIENTE ABBIAM COMBINATO,
SEMPRE QUELLI SON INSEDIATI
DAL COMUNE AL PARLAMENTO".
Ma il ritornello non si riferiva solo alle istituzioni politiche, ma come da
me constatato anche in quelle scolastiche, all'interno delle quali si
tramandavano una scuola maledettamente selettiva di tipo nepotistico, ereditario
e fascisticheggiante..
Infatti quello che si diceva del comunismo nel periodo postbellico era: che si
mangiano i bambini....e astruserie varie. Come quelle che continuano a dire
tuttora il virgulto liberista liberticida di arcore e tanti rampolli che
ereditano poltrone istituzionali. E ciò nonostante, le assicuro, difendo e
tengo molto stima di tutti i valori da lei elencati
Tanti saluti mignolino di toritto
www.euromedi.it
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Signor Mazzini Dito ritto Max 27/1/2005
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Mazzini di toritto 29/1/2005 22:54
per Max- a proposito dell'acca (H)
Anche se con ritardo rispondo al suo breve e conciso imput dialettico.
Io sono convinto che nell'educare ci sono due aspetti: A) educare come allevare
nutrire e quindi educare ai principi della virtù civiche morali e della
legalità, il motivo per cui ritengo sia preposto l'istituto scolastico e i suoi
pedagoci; B) educare come condurre fuori, tirare fuori i talenti dagli allievi,
come dire far uscire le navi dal porto sulle rotte dei propri talenti non
lasciarli andare alla deriva, come sta succedendo oggi per tutta una serie
strumentalizzazioni.
Per cui approfittando del forum esortavo: Oggi più che mai la scuola è
chiamata a mettere in pratica la suddetta duplicità del "educare" (cosa che
negli ultimi anni si e perso di vista per effetto della stravolgente e
strafottenza pubblicità delle televisioni commerciali, e che nel dopoguerra
dalle mie parte non albergava affatto nei crani dei pedagoci che mi sono stati
riservati quando ero scolaro). Ripeto questa priorità non la dice il
sottoscritto ma viene richiesta da tutto ciò che ci accade intorno e in modo
particolare dai giovani di oggi, i quali non sono più come quelli in cui faceva
parte il sottoscritto, al quale importava poco se la scuola fosse maledettamente
selettiva nepotistica ed ereditaria nella trasmissione dei titoli…, perché molti
ragazzi come me s'impegnavano con gli artigiani (una categoria che oggi
scomparsi per l'avvento dello sviluppo tecnologico e del consumo USA e GETTA).
Infine, con la presente non mi aspetto che riesca a capire o meglio a sentire
l'acca, a meno che non sia è parte di quella moltitudine che al giorno d'oggi,
con la tivù commerciale fa l'orecchio del mercante: nel senso che se
accondiscendi a tutte le loro estercazioni cerebrali capiscono perfettamente,
altrimenti finiscono per non sentire nemmeno l'acca, che tra l’altro è pure
muta.
la saluto cordialmente
mignolino di toritto
equilibrium@euromedi.it