Euromedi  Gennaio 2003 

A)      Una proposta chiara, mentre gli ultraliberisti fanno orecchio del mercante.

B)      Sciém, sciém che la Politica n’ chiéme!!   Prima che Sansone ci faccia fare la fine dei filistei...

C)     Continua “il sogno Torittese”: alzarsi la mattina e non vedere i soliti bovari...

D)    D) La Vita di Apostoli:   Di Pietro, Paolo e Bartolomeo

 

A)                       Una proposta chiara.

Mentre i politicanti liberisti fanno orecchio da mercante.

Mentre i Globalizzatori ultraliberisti affilano le armi per la Guerra in Irak, che, se diventerà operativa, con i consueti bombardamenti si accentuerà non solo odi e incomprensioni tra i Popoli Euromediterranei, ma soprattutto ostacolerà la stabilità politica ed economica Europea che comincia a realizzarsi con la moneta Unica; l’instabilità Politica Italiana continua a rappresentare, per i soliti capricci, l’anello debole dell’Europa.  

  Per esempio il dibattito sulle Riforme Istituzionali, aperto con il messaggio (p.4) di fine anno del Presidente Ciampi continua ad esser raggirato dai grandi elettori.

Mi riferisco sia all’ultimo al vertice dell’Olivo del 9/Gennaio sia alle continue Carnevalate Televisive del Monoculo di Arcore. In quell’incontro il Centro sinistra, sebbene si espresse con autorevolezza, non erano presenti all’incontro le forze politiche antagoniste al liberismo del partito azienda che fa capo al Boss del Polo. Anche a Foggia, che si voterà per il Consiglio Provinciale, l’Olivo nelle Candidature sembra non tener conto le pre-erogative dell’Idv.  Questo passo falso ha pure stravolto agli occhi dell’opinione pubblica italiana il vero significato della manifestazione di Firenze sostenuta anche dal Gabbiano, in cui si voleva ricreare lo spirito e le condizioni che nel 1996 portarono Prodi a Palazzo Chigi. Riforma Istituzionale che sembra inceppata sin da quando Prodi passò alla guida dell’Unione Europea.

 Riforma divenuta necessaria a causa del trasferimento di Sovranità Nazionale alla Comunità Europea e alle Regioni. Ecco la ragione del messaggio del Presidente Ciampi  di Capodanno; far  ripartire il dibattito nelle forze politiche in  modo da dare maggiore autorevolezza e dignità istituzionale al Capo dello Stato, al Primo Ministro e dal Parlamento alla Magistratura.

- Al Capo dello Stato di non stare sempre a richiamare i monelli dei vari scomparti per badare agli interessi del paese;

- Al Primo Ministro di non farsi imbrigliare dai capricci dei suoi Ministri che finiscono per fare gli interessi dei sponsor nelle campagne elettorali, (oggigiorno però essendo tutti teleprodotti, teleprotetti e teleguidati gli ordini li impartisce solo il Boss di Arcore);

- Al Parlamento di approvare non decreti e decretini, ma Leggi Idonee per gli interessi del paese; e a non farsi imbrigliare dagli innumerevoli privilegi burocratici e compromessi di potentati economici e mafiosi;

- Alla Magistratura di intervenire senza imbrigliamenti se vi fossero oltraggi alle Leggi, l’atavico vizio italico di porsi al di sopra e a danno della civile convivenza...

  Ebbene, sino ad’ora da parte dei due schieramenti politici a causa del gioco dello scaricabarile su questi problemi, non è stato fatto nessun passo concreto. Dall’Epifania in poi, infatti, il dibattito sulle Riforme è risultato la solita carnevalata a cui siamo abituati da decenni.

   Dalla parte del centro-destra, il Boss del Polo se ha già bloccato  una volta il cammino della Riforma, avviato con la Bicamerale la scorsa Legislatura, quando non aveva in Parlamento l'attuale la maggioranza. Come si può sperare che oggi costui, corazzato com'è oggi da una maggioranza parlamentare ottenuta grazie alla legge Elettorale (Mattarella) e con il controllo delle sei Reti televisive che coprono tutto il territorio nazionale che gli permettono di

spadroneggiare in ogni settore della vita Istituzionale, possa volere  terminare le Riforma Istituzionale?

 Se la Riforma vorrebbe, come abbiamo visto, ridare autorevolezza alle varie funzioni istituzionali, Capo dello Stato, Primo Ministro, Parlamento e Magistratura, autonome una dall’altra, come potrebbe essere sostenuta da un liberista sfrenato?

   Come dire che il 30/ 10/1922, dopo la Marcia su Roma di Mussolini, Emanuele III anziché nominare il Duce a Capo Gabinetto, si fosse privato dei privilegi che gli attribuiva lo Statuto Albertino per concedere la Costituzione Repubblicana?

 Nonostante la situazione non sia tanto diversa dal 1922, alcuni attori dell’Olivo continuano “a tirarsi la calza”, fare come quelle prime donne che avendo molti corteggiatori (personalità della società civile e piccole formazioni politiche), sfoggiano solo i loro attributi, e infine rimanere zitelle per sperare un miglior partito. Mentre dai salotti tivù il polo forzaiolo con la reclame televisiva  strombazza il bel paese….

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B)                 Sciém, sciém che la Politica n’ chiéme!!

Prima che Sansone ci faccia fare la fine dei filistei...

Dopo la decisione della  Corte di Cassazione di continuare a Milano i Processi Imi Sir e Sme, a carico di Berlusconi e del compare Previti (l'instradatore nei Processi del Porto delle Nebbie), credo che la Società civile debba riflettere attentamente sugli ultimi avvenimenti del Capo del Governo, sia riguardo agli incontri con Blair e Bush in America e a Mosca, nonché al discorso nella sua residenza di Arcore. Avvenimenti che fanno presagire che è stato avviato il gioco allo sfascio, “il tanto peggio tanto meglio”.

    Nel discorso pronunciato davanti a pochi intimi, il monoculo ha parlato di Popolo Sovrano nella forma, ma in sostanza non ha fatto altro che assegnare compiti precisi alle sue fedeli milizie dei salotti tivù.

  I fatti sono noti: come la Cassazione, ha deciso di rimanere a Milano i processi a suo carico, il leader del partito mediatico, anziché barzellettare come a solito il centrosinistra, per esempio: sulla Cirami avete fatto baccano inutilmente, ora chiedete scusa!

   E attendere tranquillo la sentenza o l’assoluzione perché “innocenti”. Ormai gli italiani conoscono bene i tempi della giustizia per l’interminabile Processo Andreotti e tanti altri di Cosa Nostra, i quali si affidano tranquillamente alla Giustizia perché sanno che il Tempo è Galantuomo!

  Se ciò non si è verificato cosa dovremmo pensare? Si è portato a credere che la gravità delle accuse non consente un comportamento simile a quello di Andreotti, (p.2) ma difendersi con ogni mezzo e fino alla fine, come l'Ebreo Sansone, e cioè distruggere dalle fondamenta sia lo Stato di Diritto sia la Divisione dei poteri.

Una tesi che è confortata anche da altri fattori. Oggi il Potere Legislativo, il Parlamento con il Premio di Maggioranza di una Legge Elettorale scellerata, già è comandato a bacchetta dal Boss dell'Esecutivo, per cui costui può permettersi di sparare a zero contro il Potere Giudiziario, allo scopo di ridurlo, ovviamente, come faceva Don Rodrigo con gli Azzecca-garbugli.

Ripeto sparare a zero è diverso dal criticare, nello Stato di Diritto è legittimo opporsi alle sentenze, la magistratura non è infallibile. No, perché il Ciclope di Arcore, come presidente del Milan, si è ormai abituato ad indossare la veste di Arbitro durante le Partite del Campionato di Calcio...

Vediamo ora con quali munizioni sta caricando il suo cannone il nostro Sansone. La risposta, penso, sia fin troppo chiara: la strategia del gioco allo sfascio, o il tanto peggio tanto meglio. Costui con le sue milizie che controllano di tutte le reti televisive Nazionali, può permettersi di bombardare di Populismo le case attraverso il tubo catodico dei Media. Un Populismo che farebbe invidia persino ai peggiori capipopolo della Rivoluzione Francese, e ai Tagliatesta Borbonici dopo la Rivoluzione Repubblicana di Napoli (1799). Ecco la parola d’ordine populista affidata alle milizie dal bovaro di Arcore: «Il governo è del popolo e di chi lo rappresenta».  L’arma micidiale a questo punto quale potrebbe essere?

 Attraverso l’informazione deformante della televisione (la Maga Circe del 3°millennio) è la deriva plebiscitaria: il popolo è con me e nessuno, mi può fermare.

Dalla Politica Interna a quella Estera

 Per la Politica Estera, invece il Barone sceicco, ha quanto pare sembra deciso di mettersi sotto la protezione di Bush e Blair scendendo con loro in Guerra contro l'Irak, si evince anche dal viaggio a Mosca.

Permettetemi ora alcuni paragoni, per dare l’idea come ai Governanti Tiranni torna comodo il ricorso alla Guerra, quando temono di essere spogliati dal Popolo Sovrano.

1) Nel 1940 l’ingresso dell’Italia Albertina con Musollini in Guerra con Hitler, mentre Hitler entrava vittorioso a Parigi. 2) Nel Film Gang of New York”, mentre infuriava la Guerra Secessionista tra Nord e Sud, il Macellaio e la sua Gang, protetto dal Governo degli Stati Uniti, nel Quartiere di New York giocava alla guerra solo per avere la supremazia, contro la Gang dei Conigli Morti guidati dall'attore Di Caprio. 3) La stessa strategia attuata dal Feudatario di Toritto, all'indomani della Rivoluzione Napoletana il 1799, il quale per dissuadere il popolino dai moti repubblicani si cimenterà in una serie di attentati, la scomparsa del Palazzo Scippa e un ala del Palazzo D’urso, nel 1808 l’incendio della Chiesa Madre...

 (Toritto Memorie storiche- di  S. D'Innocenzo)

Ritorniano al Conflitto di Interessi del nostro presidenzialista sia nell'Informazione sia nei Poteri Costituzionali. Anche al Barone-sceicco di Arcore potrebbe tornargli comodo trascinare l’Italia nella Guerra in Irak. Perché con il Popolo in armi, non solo l'appello populista diventa ancora più cocente, ma soprattutto con il Terrore, che solitamente si semina tra la gente in tempi di guerra, esorcizzato dalla televisione controllate dallo stesso, chi starà più a pensare al Processo di Milano e alle sue milizie che hanno amministrato negli ultimi cinquant'anni l'Italia con le magagne egocentriche.

Non è un caso se le Lobby delle Multinazionali, che spalleggiano i Barone-sceicchi, d’america, inglese e israeliano, danno ormai per acquisito anche l'Italia in guerra contro l’Irak, che è stata suggellata con la visita alla Casabianca del leccaBush forzista.

Ecco, come si può evincere dalla solenne dichiarazione di Arcore, che il Sansone a capo dell’esecutivo e cavallo di Troia del Parlamento, approfittando del controllo delle televisioni e degli appelli al popolo sovrano, si sta assumendo la responsabilità sia di inasprire il conflitto di poteri dello stato, sia di trascinare il paese in una pericolosissima deriva plebiscitaria e antidemocratica, ma soprattutto di trascinare l'Italia in Guerra, nonostante la Costituzione la ripudia e la sancisce con un particolare articolo ( art.11).

Dopo questa breve analisi, verrebbe da chiedersi, perché tutto questo?

E che fare, di fronte al decennale, capriccio, durante il quale l'Italia e l'Europa vorrebbe dalle Istituzioni un contributo costruttivo per una maggiore stabilità socioeconomica e politica per eliminare la minaccia di una guerra globale, che potrebbe risultare peggio di quella del 1939/45?

La Società civile, la cittadinanza il “Popolo”, come dovrebbe comportarsi, per far invertire alla nave la rotta di collisione, che altrimenti si tradurrebbe in un ulteriore deterioramento degli squilibri sociali e del precariato diffuso tra la società civile?

La società civile il popolo sovrano poiché rifiuta che la nave debba sfragellarsi tra gli scogli; rifiutando a priori quindi il "gioco del tanto peggio tanto meglio", non deve farsi abbindolare dalla reclame pubblicitaria delle televisioni, come fece Ulisse per non farsi ammaliare dal canto delle sirene della Maga Circe, cioè ponderare d’ora in poi ogni scelta, ma soprattutto di non cedere il remo ma di remare contro la deriva plebiscitaria di pannelliana memoria...

    Per dirla, secondo il titolo di una commedia in vernacolo torittese:

sciém, sciém la "chiazze" n’ chiém”.

   Andiamo la “Chiazze" ci chiama, cioè la Politica-politica, non a farci abbindolare dalle illusioni della reclame ipnotica della propaganda televisiva, controllata esclusivamente dalle Multinazionali Finanziarie che tirano i fili della politica italiana, l’anello debole dell’Europa.

Toritto 31 Gennaio 2003     Antonio Bartolomeo

C)      Continua “il sogno Torittese”: alzarsi la mattina e non vedere i soliti bovari...

L’unico settore in cui la vitalità si esprime come mai verificatosi, è lo Sport Calcio: la Squadra AS TORITTO, composta da ex pulcini del Calcio  equilibrium di toritto, è la Prima della Prima.

  Ecco il vero Sport, che fornisce ai giovani una sana crescita Sociale, Intellettuale e Fisico(corpore sano mens sana); diverso è quello dei club miliardari, che questi valori li dissacrano. Rivolgendo un saluto condito, invito a non demordere... - il signor Meo-

 

D) La Vita di Apostoli:   Di Pietro, Paolo e Bartolomeo

Il Regista Mel Gibson sta girando a Matera il film sulle ultime 12 ore di  vita di Gesù.  Nel periodico non ne avrei parlato se  Mediaset non avesse trasmesso il pg.3)   provino che girai  nei Sassi di Matera, in seguito del quale fui travolto dall’invidiosa ironia dei telescrerotici, i quali non sanno ché la mia presenza negli Studi non era per fare la comparsa ma a rivendicare un diritto. Qual è sto diritto?

Il mio cognome dimostra senza ombra di dubbio che sono il diretto discendente di uno dei 12 Apostoli: di San Bartolomeo. Infatti, l’anonimo fratello dell’Apostolo, con i suoi 12 figli, risulta essere il ceppo da cui discendo. Ecco quale fu la vera ragione per cui mi recai negli studi cinematografici a rivendicare il diritto di impersonare il ruolo del mio lontano zio santo.

Ora a differenza di Barberino, dove ogni 24 agosto tutti i cittadini si ritrovano insieme ai tradizionali festeggiamenti in onore di San Bartolomeo che è il santo protettore, a Toritto sono in molti a non sapere che Bartolomeo è stato Apostolo di Gesù diversamente Di Pietro e Paolo.

   Ora vi racconto il breve passaggio terreno e la dipartita dell’apostolo Bartolomeo, tralasciando la storia Di Pietro e Paolo, ormai risaputa .

   Bartolomeo, pescatore come gli altri apostoli, nacque a Cana di Galilea, fu presentato a Gesù da Filippo; dopo la crocifissione del maestro, l’apostolo diffuse il Vangelo prima in Giudea poi andò in Libia, Arabia e nelle Indie Orientali. Di lì passo in Armenia, qui per il suo zelo evangelico attirò su di sè il furore degli idolatri e fini per essere condannato a morte, con una variante dal maestro: primo scorticato e poi decapitato, e quindi sepolto ad Albanopoli, in Armenia

(lo stesso rischio per il futuro, se non corriamo al riparo dallo sperticato idolatrinamento che sviluppa omologazione tivù dei Bushconi monoculari).

 Nell’IX secolo, quando si traslavano le osse dei Padri della Chiesa, prima di San Nicola e San Marco, furono portati a Roma i resti dell’Apostolo  e posti sotto l’altare maggiore della Chiesa costruita in suo onore al Tiburtina. 

Penso si capirà ora la ragione per cui ho rivendicato come discendente tale ruolo: con quale altra predisposizione si potrebbe interpretare nel modo migliore il ruolo apostolico avendo  inscritto nella carne il dolore della carne?

Toritto dicembre 2002              Bartolomeo Antonio