Caro Babbo Natale

La letr d’ nu minin brigand e rbelle alla pazij u’millenn

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Lettera di un bambino brigante e ribelle alla pazzia del millenio

 

 

2) PRECARIETA’ E SQUILIBRI.

Alcune ragioni per abolire i Canone tivù, e chiedere il risarcimento dei danni

negli ultimi 20 di televisione markettara.

Mai come negli ultimi anni, per la maggioranza delle famiglie italiane le condizioni economiche sono state cosi precarie. Per cui le famiglie, a causa della precarietà economica e squilibri socioculturali, non guardano nemmeno più al futuro, in quanto non si riuscirebbe a vedere da un palmo dal naso, tant’è il buio.

Come si vedrà nella breve analisi degli ultimi 25 anni emerge una stranezza vergognosa. Con questa decennale precarietà e squilibri, infatti, se da una parte i soliti i noti continuano a salire allegramente con i profitti dei loro affari la scaletta dei ricchi della terra, dall’altra la maggioranza della gente scivola in caduta libera verso il fondo. Per cui è diventato necessario darsi una mossa, a ponderare con attenzione quello che si fa, altrimenti se non s’inverte la tendenza continueremo a scivolare verso il fondo, dove il buio non può che essere sempre più fitto.

Devo pure aggiungere, per onore del vero, che da questa tendenza, causata dai soliti noti appetiti, ne è trascinato anche lo scrivente. Ritengo pure che se il fenomeno, fosse analizzato da sociologi ed economisti, non avrebbero difficoltà ad ammettere che la responsabilità di questo vergognoso stato sia da addebitare alla stessa moltitudine che ne è vittima. Vittima di tanti pregiudizi inculcati lentamente nella loro mente dalla pubblicità e dall’informazione televisiva degli ultimi vent’anni. È grazie ad essa se l’uso dei telefonini è aumentato vorticosamente in questo periodo (la Venier e altre prosperose macho è da una vita che li pubblicizzano nei salotti tivù ).

E con l’uso dei telefonini, infatti, che ogni giorno prendono il volo da Toritto 9 mila €uro, calcolando una spesa telefonica di 1 €uro pro capite. Mentre prima che la SIP fosse privatizzata la spesa telefonica era poco più di 1/4, e cioè poco più di mille €uro.

Inoltre, se a Toritto s’importa quasi ogni prodotto di consumo, dai vestiti ai libri sino agli alimenti, tranne olio, è sempre grazie alla pubblicità televisiva. E se la spesa giornaliera media pro capite è di 11 euro a testa, prendono pertanto il volo altre 90 mila €. Mentre vent’anni fa, senza lo sfrenato consumismo inculcato dalla pubblicità televisiva, poiché in casa c’era l’uso del fai da tè, importando circa 1/4, il resto della somma rimaneva in casa.

Ed ora, dopo aver messo in evidenza il consumo e la relativa spesa, vediamo che profitti ricavano dai torittesi, le lobby della pubblicità televisiva.

Cominciamo subito col dire che dei suddetti 99 mila €uro, spesi dai consumatori 84 mila € circa restano ai commercianti e ai produttori(84%); mentre 16 mila € (16%) finiscono nelle casse della macchina pubblicitaria: tra Tv, Stampa e altri mezzi.

Tra questi mezzi pubblicitari la parte del pescecane è la Televisione, che risucchia il 90%, ovvero 14 mila €, mentre agli altri 2 mila €(il 10%)

Questi 14 mila €, di tassa pubblicitaria televisiva pagata dai cittadini, va suddivisa tra Rai e Mediaset: RAI 5 mila €(il 33%) Mediaset 9 mila €. (il 67%)

La parte del pescecane, come si vede è la Fininvest del presidente del consiglio. Badate, che prima che scendesse in campo il Pescecane, anche se le percentuali erano a favore della Rai(64%), costui faceva comunque la parte del pescecane risucchiandosi il 36% di tassa pubblicitaria dai cittadini sui prodotti.

Preciso, inoltre, che la somma conteggiata di 9 mila € è il profitto giornaliero di tassa televisiva che Mediaset risucchia solo da Toritto, mentre quella che ricava da tutti gli Italiani è ben altra....

Al danno la beffa del Canone.

A questo punto se qualcuno non dovesse credere che la somma risucchiata, dalla tassa pubblicitaria della Lobby Mediaset solo dai prodotti di consumo giornaliero di Toritto, ammonta a 9 mila €, cioe quasi 20 milioni di vecchie lire (che un tempo i torittesi consumavano in loco). Gli faccio subito notare che nel conteggio di 99 mila €, erano esclusi articoli molto pubblicizzati dalla tivù: patatine e merendine, zainetti e altri oggetti sportivi, Computer, Play station, giocattoli e tanti articoli da regali pubblicizzati dalle tivù che le Mamme non possono fare a meno di comprare ai loro bambini. Infatti, i bambini sopra i 5 anni, sono quelli che desiderano solo ed esclusivamente i modelli pubblicizzati dalle televisioni, non solo la mattina quando si recano a scuola, ma per tutto il giorno, compreso la notte. Anzi c’è pure chi fugge di notte per paura di non trovare il giorno successivo nella vetrina il giocattolo desiderato come è accaduto a Pordenone giorni fa.

Per cui a questi scettici, dico che se avessi aggiunto i profitti ricavati dal Pescecane di Mediaset con la tassa pubblicitaria di questi altri articoli, la somma sarebbe stata oltre 2 Euro pro capite al giorno, e cioè oltre 40 milioni solo dai torittesi.

Una tassa pubblicitaria che non esisteva, prima che sorgessero le Reti del pescecane:

quando non si ascoltava "i consigli degli acquisti" suggeriti dai salotti televisivi;

quando a Natale molti prodotti alimentari venivano fatti in casa, quando se si acquistava un prodotto si conosceva direttamente sia il prodotto che il produttore. Non come avviene oggi che si finisce per comprare perché si è innamorati di tanti prodotti che appaiono belli, coloriti e pimpanti nella quotidiana pubblicità televisiva. Questo è il consumismo sviluppato in questi anni dai Baroni-sceicchi della globalizzazione.

I quali perr esportare questo consumismo indotto dai Mass Media nel resto del mondo, si sono pure inventato il pretesto della Guerra Infinita contro tutti i Briganti che si oppongono al loro sistema di consumo. Un sistema che mette al collo di ogni individuo la catena della tassa pubblicitaria.

Ma torniamo ai profitti della tassazione pubblicitaria della televisiva pagata dai torittesi alla Lobby Mediaset, (di cui è presidente Berlusconi, presidente di Pubblitalia, presidente del Milan, presidente del Consiglio). Ebbene, chi causa il continuo aumento del costo della vita, chi rende sempre più precaria l’esistenza alla maggioranza degli italiani, in occasione di Natale, come al solito, entrerà in tutte le case con le reti unificate sia per dare gli auguri, sia per fare il ringraziamento a tutti gli italiani di quanto questi riversano alla Lobby Mediaset.

Per cui in conclusione nel darvi il mio augurio, suggerisco che quando il pescecane lancia messaggi a reti unificate o meno, non fatevi prendere d’arcore, spegnetela stacaz d’television. Auguri di buon Natale e anno nuovo Antonio Bartolomeo

 

3) Tutto è relativo! Relativo un corno!

Come i pregiudizio sono la causa dei propri mali.

È diventato ormai uso corrente, dire, mentre si dialoga il proverbiale detto: "tutto è relativo", con cui si afferma maliziosamente come se fosse l’unica verità rivelata e che quindi non ci sono verità assolute, che non vi è più nulla di assoluto di incorruttibile, ineludibile...

Un concetto che induce a credere che tutto è possibile, ovvero che non ci sono limiti invalicabili da cui non si può prescindere. Mentre se si riflette, ci si accorge che cosi non è. Per esempio la morte prima o poi coglie tutti, la verità primo o poi viene a galla; chi commette reato prima o poi incorre nelle sanzioni della legge; che le tasse si pagano pg.4 proporzionalmente a quello che si possiede, ovvero che più si ha, più si paga, e non il contrario. Anche se poi ognuno nella propria coscienza o incoscienza è libero di agire e pensare di essere immortale, che la verità non viene a galla. Oppure di pagare meno tasse pur avendo di più; a sentirsi al di sopra delle leggi e di non essere soggetto alle sue sanzioni. In questi’ultimi casi come può intendere si finisce per creare parapiglia nel Bilancio dello Stato. Non è quanto sta accade oggi con la Giustizia e il Fisco?

Che in Italia il sistema della Giustizia e del Fisco facciano acqua da tutte le parti, non c’è bisogno che lo dica la Corte di Giustizia. È risaputo infatti, sia dal 20% di italiani che gabbano il fisco e la giustizia con leggi e decreti salvaladri, sia dall’80% dei gabbati, ovvero quelli che si vedono sottrarre risorse tutto l’anno dalle gabelle, e dalla pressione tributaria della pubblicità televisiva connessa ai prodotti di consumo di prima necessità. Un fenomeno tutto italiano, forse dovuto alla presenza di molti commercialisti, avvocati e avvocaticchi sfornati dalle università con lauree breve:

1 ogni 50 abitanti, invece all’estero 1 ogni 300.

Infine, benché non me la sento di addebitare il suddetto parapiglia solo a questo diffuso proverbio con cui si è portati a credere che tutto è relativo, che tutto è corruttibile, che non ci sono paletti o limiti di cui non si deve o non si può sottrarre come alla morte.

Ritengo però, che questo proverbio abbia il posto d’onore tra i tanti pregiudizi diffusi dalla Pubblicità televisiva e dal 20% di italiani che si sono arricchiti. E nonostante l’80% continua a pensare e a credere che tutto è relativo, che tutto è possibile... –Signor Meo-

4) Una gabbia di topi tartassati

e i paladini delle tasse

Questo mese per quanto riguarda l’ICI, è apparso un volantino di An, con il titolo "i paladini delle Tasse", in cui si diceva: che a Toritto (paese sinistro) la tassazione è la più alta della Regione.

La stessa cosa, ricordo, fu detta durante la passata campagna elettorale dal loro candidato sindaco, ritiratosi in seguito per concedere al suo gregario di squadra il beneficio dell’investitura a consigliere comunale… A mio parere il volantino non aggiunge nulla di nuovo e non aiuta a risolvere la questione. Nei fatti che Toritto, sia il paese più tartassato d’Italia, lo sanno già tutti. Inviterei quindi di non continuare ad enunciare una verità cosi avvilente senza dare proposte risolutive.

Ritengo, invece, che dovremmo cominciare a capire il perché della forte tassazione, il perché in futuro la tassazione non potrà che aumentare. Perché solo se conosceremo la causa della lievitazione della tassazione si può sperare di iniziare a invertire la tendenza.

Per esempio la Lobby del cemento armato in Toritto non può continuare a costruire "recinti residenziali senza le necessarie opere viarie" come si è appunto fatto negli ultimi trent’anni. Vedi Il Parco(recinto) della Vittoria, Quartiere dell’Ospedale, Via vecchia Binetto, del Carmine, di San Michele e di Pezzo ferro. Recinti che chiudendo il centro urbano in una morsa di cemento armato, privi di sbocchi viari e aree per servizi( Nettezza urbana) hanno trasformato la vivibilità come di una gabbia per topi. Opere viarie e verde pubblico, ripeto, che debbono essere necessariamente fatte se si vuole eliminare il persistente degrado e invivibilità. Opere che non debbono essere fatte solo con la tasca del cittadino tartassato, dopo che la LOBBY DEL CEMENTO si è arricchita a dismisura, facendo tabula rasa del territorio urbano con la costruzione di questi "recinti residenziali". Ecco una ragione della forte tassazione a Toritto, dalla quale si deve e si può ripartire per invertire la tendenza.

Si può continuare, domando, a far arricchire gli affiliati di queste lobby, scaricando poi gli oneri degli arredi urbani e infrastrutture viarie, sempre sul tartassato cittadino?

Inoltre non mi pare che la Detassazione Patrimoniale fatta dal Governo della Cdl, vada affatto in questa direzione: come dire, le opere di bonifica urbana se le debbono fare i cittadini con la tasca loro. Infine ricordo che in questo Governo, è accucciato alla destra del capo come vicecapo, il leader della sezione An di Toritto, che ha partorito il volantino. Idv diToritto