A)   Il Cavaliere dallo Scandalo Cirami allo Scandalo di RAI 2 a Milano 

Effetti del Vento di Guerra in politica interna.

B) Quante lacrime ci costa st’america, a noi...

  Il titolo di una canzone napoletana di cento anni fà

 

Effetti del Vento di Guerra in politica interna.

Il Cavaliere dallo Scandalo Cirami allo Scandalo di RAI 2 a Milano

 

Indagine del Censis Febbraio 2003:    “Senza la mafia il Sud raggiunge il Nord” emerge dall’Indagine del Censis, io penso, invece, che se non ci fosse il “vento di guerra” ci poteva essere pure il sorpasso.

Cartello Equilibrium di Toritto a Roma

Manifestazione della Pace 15 Febbraio 2003

Vediamo un po’ da vicino come gli Effetti del Vento di Guerra stravolgano politicamente ed economicamente sopratutto il Sud

  È ormai risaputo che la Politica Mondiale dal 11 Set. 2001, continua ad essere influenzata dal Liberista Bush che vorrebbe a tutti i costi che la Guerra  fosse inevitabile, per smaltire gli arsenali di armi che produce con l’industria bellica americana. E se la Guerra in Irak diventa operativa, dice Papa Woitila moltiplicherà non solo il terrorismo ma soprattutto odi e incomprensioni tra i popoli euromediterranei. Ora se guardiamo oltre le ragioni pretestuose, lo scopo che primeggia in questa guerra è il controllo delle risorse energetiche Irachene e quindi anche l’intenzione di condizionare o bloccare il processo economico e politico della comunità Euromediterranea. E mentre la maggioranza degli Italiani contrastano la Guerra, il Polo Lombardo-Padano continua a fare da sponda al Governo Usa a diffondere con la forza delle Armi la Globalizazzione liberista d’oltreoceano.

  Infatti i Boss del Polo, con la politica estera soffiando sulla Guerra a differenza della Francia, Germania e altri, nella politica interna si comporta come i Longobardi  nel VI s. durante il periodo barbarico, ossia fanno gli assi pigliatutto nel Governo, (pg.2)    nel Parlamento e nel CDA del Servizio Pubblico Rai, dove il risicato Consiglio, intende trasferire Rai DUE da Roma a Milano.

Da quanto è stato detto emerge una comparazione: come con la Guerra in Irak Bush, il cavaliere dell’Apocalisse Usa, vorrebbe dare lo scacco matto all’Europa e ai popoli Euromediterranei, cosi i Cavalieri Lombardo-Padani vorrebbero darlo al Mezzogiorno, e in una tale manovra non credo manchi  il contributo di “Cosa nostra”.

 Ma torniamo all’impostazione di base, “Senza la Mafia e il vento di Guerra il Sud potrebbe attuare il sorpasso del Nord.

 Il tentativo di trasferire Rai  2 a Milano spiega come questi vorrebbero continuare a giocare sulla pelle del Mezzogiorno, come quando oscure ed enigmatiche organizzazioni terroristiche eliminarono lo Statista Pugliese Aldo Moro.

In questa riflessione facendo il punto su quanto emerge dal “Rapporto Censis  "Impresa e Criminalita'“, che afferma “se non ci fosse la Mafia, il Sud come il Nord" rivolgo alcune domande. Se è vero che la Mafia rappresenterebbe un freno allo Sviluppo Imprenditoriale del Mezzogiorno quello che dovremmo chiederci è:

Chi è che tira le fila nelle Organizzazioni Mafiose? La Mafia per quanto riguarda il Vento di Guerra è contro oppure soffia anch’essa insieme ai liberisti Lombardo-padani e a quelli d’america?

    Cerchiamo ora di entrare nel merito dello Scandalo Rai che vorrebbe trasferire Rai Due non a Napoli o Bari ma a Milano, per trasformarla in una Rete del Nord. Anche in questa iniziativa riscontriamo lo stesso comune denominatore, che era nella Strategia finanziaria attuata dalle Banche nell’Epoca del CAF, che rese Milano la Capitale Finanziaria del Paese. Un primato raggiunto solo perché potevano risucchiare dal Mezzogiorno cervelli,  risparmi e materie prime, ricambiando una sola contropartita relegarlo nella secolare sudditanza feudale delle vecchie monarchie Europee. Nell'ultimo decennio, invece, con la politica economica della Comunità Europea lo Sviluppo Imprenditoriale del Mezzogiorno e della Puglia poiché sembra finalmente fuoriuscire dalla secolarizzazione feudale, il Polo Lombardo-Padano per cercare di conservare tale Primato, cerca di rafforzare l’accentramento dei Media in Lombardia.

Si dirà: Come si può con la concentrazione dei Media ottenere il controllo sia economico che politico?

Felice Belisario Garante Idv Puglia

alla Manifestazione della Pace

Credo che sia facile intuirla perché chi controlla la RAI Governa il Paese. L’esempio ci viene dalla FININVEST, oggi Mediaset, la quale oltre ad prelevare l'80% degli Investimenti che riversano alla Pubblicità Televisiva le Piccole e Medie Imprese Nazionali, in pochi anni è diventata il padrone assoluto del Paese, influenzando gusti e opinioni delle genti. Inoltre, se pensiamo che la Lombardia con le Reti Mediaset già  monopolizza investimenti,   politica e mercato, si può immaginare cosa accadrebbe domani con l’allargamento della Comunità Europea ai Paesi dell’Est, se la Rai finirà per concentrarsi a Milano

   E poi diciamolo, l’idea di trasferire Rai due a Milano, solo i telesclerotici  l’attribuiscono al baldanzoso presidente minorato del CDA, risulta invece un preciso scopo del governatore di Arcore, che ricorda l’imperatore Costantino, il quale dopo l’investitura, trasferì la capitale dell’Impero a Costantinopoli, facendo di Roma provincia dell’Impero.   

   Che la baldanza di Baldassare appartenga ai Boss del Polo lombardo-padano è ormai chiara a tutti.  Se poi  analizziamo più attentamente la questione diventa pure ridicola.   

  Infatti, subito dopo aver fatto varare la proposta di trasferimento  dall’esautorato presidente del CDA (composto da due su cinque), come sono state richieste le dimissioni da ambedue gli schieramenti politici il Cavaliere d’Arcore non solo ha decapitato Baldassare come il Ministro degli Esteri Ruggiero e il Ministro Sgarbi, ma ha pure proposto come direttore del CDA addirittura il presidente di una Multinazionale di Cichago la Mcdonalds. Insomma dalla padella alla brace.

   Penso, quindi, che ora si possa intuire le ragioni per cui i Boss del Polo Lombardo-padano stiano facendo orecchio del mercante: non solo perché godono di  una Maggioranza Parlamentare

Monumento di San Francesco Pz S. G. Laterano

conquistata grazie al Premio di Maggioranza di un sistema elettorale(matarellum) tutt’altro che democratico, ma sopratutto perché da quando si sono insediati al Governo (13 maggio 2001) è cominciato a imperversare il vento di Guerra del Cavaliere dell’Apocalisse d’america.

   Altro che 11 settembre, pare proprio che il programma dell’Egemonia Planetaria attuato con l’uso della “forza” da parte degli Usa è molto più remota.

   Aggiungo, inoltre, che mentre oggi da un lato la minaccia di Guerra sembra essere posticipata, grazie alla Società Civile nelle Manifestazione di Pace e alle Nazioni con “Diritto di Veto" nel Consiglio dell'ONU e agli interventi di Giovanni Paolo II, i liberisti del polo lombardo padano continuano imperterriti a soffiare il vento di Guerra, proprio per i motivi suddetti: perché gli offre l’opportunità di fare tabula rasa nelle Istituzioni e nel Servizio pubbliche della Rai.

  Pertanto credo facciano  bene la Stampa libera, la Società Civile  e la Cittadinanza attiva a parlare di certi argomenti, nonché a stare in allerta per respingere meglio certe spropositate proposte ultraliberiste.

  Infine, invito a respingere l’inevitabilità della Guerra o dei Bombardamenti, poiché significherebbe considerali scontati e quindi ovvi, come la pioggia o i fulmini durante la tempesta. Solo respingendo tale Flagello supertecnologico si potrà non solo sventare manovre antidemocratiche e mafiose ma ridare Autorevolezza all’ONU, alla stabilità Politica ed economica della Comunità Euromediterranea e Mondiale.       Distinti Saluti 

         Antonio Bartolomeo

La Letteraè stata in parte  pubblicata  nella  Gazzetta del Mezzogiorno il 25.2. 2003

 

 

 

 

 

    Il titolo di una canzone napoletana di cento anni fà

Quante lacrime ci costa st’america, a noi...

 

 

 

 Con il ricordo di questa canzone ho affrontato una riflessione in riguardo allo Studio sui flussi migratori, pubblicato dall'Istituto di ricerche (Cnr). Per cui sono portato a credere che oltre ai Napoletani come ai Pugliesi e Torittesi il problema della emigrazione che lo avvertono sulla propria pelle, sentire parlare di ripresa dei flussi migratori all'estero non sia affatto una novità. Qui a Toritto poi la tradizione dell'emigrazione si è consolidata da un secolo, anzi è un preciso programma dell’inveterata classe politica dominante per ricavare i soliti vantaggi che vedremo.

  La prima grande emigrazione di solo andata si verificò oltre atlantico, tra il 1900 al 910, durante la famosa crisi agricola dovuta all'invasione in Italia di Grano Californiano, per cui circa 3000 torittesi, partendo per l’America lasciarono casa e terreni ai “Procuratori che gli facevano le carte”. Ancora oggi detti Procuratori gestiscono le proprietà degli emigrati che io definisco “emigrati politici”. L’altra emigrazione di grandi proporzioni sia in America che al Nord Italia e Europa, fu dopo il 1945, ma per l’intero secolo ci sono stati emigrati politici dal Sud, braccia e cervelli del mondo contadino, dovute sia al mancato sviluppo  sia per sottrarsi alle angherie dei Squarcioni o Massari.

 Se oggi l’emigrazione è ripresa vigorosa e a “doppio flusso”, le cause sono le stesse: da un lato l’invasione della produzione biotecnologica vegetale e animale, (pg.4)   prodotta e commerciata nei grandi supermercati dalle Lobby Multinazionali, come la Mcdonald dei Gichagons, la quale vorrebbe sfamare il mondo con gli Hamburger di Chicago; dall’altro il mancato sviluppo imprenditoriale nei settori suddetti, nonché la deformante omologazione televisiva che facendo desiderare ai giovani a migrare per aver successo, alimenta questa sorta di mercanteggio di braccia e cervelli...   Per cui oggi,  anche se il nucleo famigliare si è ridotto da sei sette figli, a due o tre, due di questi per realizzare certe aspettative sono costrette a emigrare a nord o altrove. Una fuga per lavoro in altri Paesi o al Nord che è compensata dal doppio flusso emigratorio, della manovalanza bracciantile da Est e medioriente.

     È da tutto il Mezzogiorno che continua da un secolo l’emigrazione, non solo di braccia e cervelli  ma anche Capitali verso il Nord e l’Europa, per sottrarsi a un sistema feudale che  persiste tutt’ora, sponsorizzato dai soliti noti che  governano Comuni, Province e Regioni.

   Una prova di ciò è offerta dalla Gazzetta del Mezzogiorno che nei giorni scorsi ha dedicato una pagina intera alla Storia di Colaninno, oggi al vertice Fiat, originario di Acquaviva delle Fonti(Ba).  

   Ebbene anche il Padre di Colaninno, dopo la seconda Guerra mondiale, emigrò con altre decine di migliaia, nsia per sottrarsi dalle secolari angherie feudali e dal sottosviluppo sia per assicurare ai loro figlioli un futuro migliore.

   Queste penso siano le cause dei flussi migratori dal Mezzogiorno, altro che le panzanate strombazzate dal televisore.    

   Solo i telesclerotici possono credere all'allarmismo diffuso dalle televisioni commerciali circa la minaccia che incombe sull’identità etnico-culturale euromediterranea.  Quanto al bilancio migratorio dalle zone a basso livello di sviluppo, credo che questo nel Mezzogiorno varia da zone a zone. Toritto per esempio, nonostante il territorio abbia caratteristiche ottime, l’emigrazione continua ad essere sponsorizzata da vecchi gruppi di potere perché da essa hanno sempre avuto buon gioco;  i quali lasciando emigrare il fratello, il cugino e l’amico hanno potuto fare l’america in casa, mascherando ingordigia dietro una cinica ipocrisia: come si dice alla “scuse di Crist”.  

 In riguardo, poi, alla montatura delle Lobby che controllano l’informazione Televisiva, credo sia montata a scopi elettorali o per mascherare dietro la paura xenofoba i lauti profitti provenienti dai flussi di manovalanza, islamica e non, che vengono da noi per lavoro, ai quali i diritti sono centellinati. 

   Infine, mi auguro che dette  panzanate strombazzate dalla TV liberista  vengano smascherate dalla Stampa Libera, perché non si può tollerare chi continua a ostacolare il sogno o le aspirazioni che ci trasmette il dolce quanto tragico ritornello della canzone napoletana...               Il signor Meo

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Articolo è stato pubblicato sul  Giornale Namir   www.artenamir.it