Toritto il 25 Aprile 2003 all’insegna della memoria. Mentre con l’esplosione dell’egoismo, stimolato dalla reclame dell’omologazione televisiva da parte di chi detiene il controllo dei mass media, la Memoria sembra irrimediabilmente sepolta

Roma, 1° Maggio 2003 in Piazza San Giovanni. La mia prima esperienza del Primo Maggio, merita di essere raccontata per le sue sfaccettature, una positiva e l’altra negativa.

Corso Dattoli, in memoria del Arciprete di tutti. Un modo per continuare a spargere semi di pace nel nostro territorio in un periodo di consumismo sfrenato, stimolato dall’omologazione televisiva, che sta  annullando la capacità creativa di pensare, riflettere, ricordare.

A Terlizzi la politica ha messo le ali del Gabbiano. Il neo partito-movimento di protesta propositiva raccogliendo i maggiori suffragi elettorali (13%) diventa partito di maggioranza relativa.

 

 

 

 

 

Toritto il 25 Aprile 2003 all’insegna della memoria.

Mentre con l’esplosione dell’egoismo, stimolato dalla reclame dell’omologazione televisiva da parte di chi detiene il controllo dei mass media, la Memoria sembra irrimediabilmente sepolta, a Toritto il 25 Aprile torna in primo piano. Mi auguro per tentare di recuperare quei valori che la globalizzazione dopo averli inglobati finisca per evacuarli. Dopo di 58 anni, l’amministrazione comunale finalmente rinfresca la memoria deponendo una Corona di alloro sulla targa di Giacomo Matteotti sulla facciata di Palazzo Stella, in Piazza Moro. Una azione corroborante che comunico con piacere perché offre la possibilità di ricordare due martiri: Matteotti e Moro, certamente caduti per mano ignota per aver aspirato una realtà diversa  da quella in cui (pg.4) viviamo tuttora. Una realtà che certamente è possibile realizzare, se oltre all’egoismo liberista e liberticida sfrenato si desse spazio anche “all’altruismo”, e ai valori che questo sprigiona, come la solidarietà, il rispetto il dialogo e la comprensione dell’altro.

 No, la nostra civiltà, credo che non ha futuro se basiamo la nostra azione solo su ciò che viene diffuso dall’egoismo liberista, che ci fa agire secondo  la legge del Menga (che men-e  fre-ga). Un egoismo che viene esaltato, dall’esplosione dei desideri nella pubblicità televisiva dalla capitale lombardo-padana. Penso che ormai non sia difficile capire insomma che il liberismo della globalizzazione a senso unico poggia la sua egemonia mondiale sul consumismo e sull’egoismo individuale, promosso dai grandi personaggi che appaiono quotidianamente in Tivù. Dall’altro, invece, che è sull’altruismo che l’individuo trova il suo completamento. Se noi oggi non riscoprissimo i valori che sprigiona l’altruismo, lo spirito che animava i suddetti martiri, difficilmente il locale e noi stessi potremo trovare nel quotidiano la sufficiente sinergia e compattezza, con la quale ostacolare di essere irrimediabilmente assimilati e quindi evacuati dal trans-genico e trans-oceanico pensiero globale.

A cura del: Pensiero di Mazzini  e  Rosso Garibaldino di Toritto (piemmErregi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma, 1° Maggio 2003 in Piazza San Giovanni.

 

 

La mia prima esperienza del Primo Maggio, merita di essere raccontata per le sue sfaccettature, una positiva e l’altra negativa. L’aspetto positivo riguarda la manifestazione pomeridiana in Piazza San Giovanni, gremita di gente di ogni età, paragonabile in allegria e festosità alla Manifestazione della Pace del 15 febbraio scorso a Roma e a quella di Firenze di Novembre 2002. Un pomeriggio zampillante di allegria come viene dimostrato dalle foto al cappello tricolore con la scritta: “l’Italia ripudia la Guerra e i leccabush”.

   Quella negativa riguarda invece l’esperienza vissuta in Treno, nell’andata e ritorno a Bari, scene che non meritano di essere qui menzionate ne tanto meno fotografate. Insomma, un vero putiferio mai riscontrato nei vari percorsi ferroviari delle manifestazioni a cui ho partecipato negli ultimi due anni: due volte a Genova e una a Firenze (contro la globalizzazione a senso unico delle multinazionali finanziarie ultraliberiste), poi ancora nelle due Marce per la Pace -Perugia-Assisi e nelle due contro la Guerra e Terrorismo Roma, nonché quella contro l’abbattimento dell’Articolo 18 (come vorrebbe il Polo ultraliberista se il Referendum del 15 Giugno non dovesse vincere il SI).

            Non mi è mai capitato nelle suddette manifestazioni di vedere masse giovanili che, come tifosi da stadio di calcio o cavallette, assaltare le carrozze. Nelle suddette manifestazioni se dalla Puglia i partecipanti affluivano a piccoli o grandi gruppi di alcune centinaia, e il viaggio si faceva con treni ordinari e senza biglietto ridotto. Il primo Maggio, invece, dalla Puglia sono stati inseriti due treni straordinari con biglietto ridotto. Se in quelle manifestazioni la partecipazione dei pugliesi si limitava a poche centinaia, il Primo Maggio vi affluirono a migliaia. Insomma, alla fermata di Foggia i treni che subirono un vero arrembaggio finirono per essere stracolmi.

 Per dare l’idea ricordo come era piena a zeppa di Albanesi la Nave Flora, giunti  per ragioni diverse al Porto di Bari nell’agosto del 1991.  Insomma a Foggia lo scompartimento in cui mi trovavo, si trasformò improvvisamente in “sudario”,  con 14 tifosi (sudisti) dei club nordici, dai 17 ai 20 anni. Di questi due si andarono subito sdraiarsi al posto dei bagagli, tutti naturalmente  senza biglietto. Non sto qui a raccontare quanti ne stavano in corridoio, cosa combinarono sino a Roma,  e quanta roba mandarono in fumo durante il viaggio, non aggiungo in questa sede l’esperienza del ritorno.   

  Dico solo, per dare l’idea, che se nelle precedenti manifestazioni da Toritto vi parteciparono solo pochi, il primo maggio, invece, si recarono a Roma una cinquantina. C’è da dire pure che molti di quei esagitati tifosi da campo di calcio (sudisti leccanordici) non si vide nessuno in Piazza San Giovanni, tutti a zonzo per le strade di Roma o gettati nei parchi... data la soleggiata giornata.

  Infatti, dei gruppi giunti a Roma con quel treno, come pure dei ragazzi di Toritto solo Pasqualino incontrai in Piazza San Giovanni sotto il Palco dove spiccava la scritta “ricostruiamo la Pace”. Probabilmente, se l’esperienza nel pomeriggio, con quel  spettacolo sotto gli occhi, rimarrà un costruttivo contributo positivo indimenticabile per un futuro di giustizia e libertà, è dovuto all’assenza della tifoseria di sudisti leccanordici.

            Pertanto, il Revival Equilibrium di Toritto nel giorno in cui il Mondo onora il Lavoro, restando nel positivo, rivolge il proprio solidale saluto a quanti contribuiscono, con il loro quotidiano impegno verso il progresso civile e sociale del nostro paese.

   Il cammino percorso dal mondo del lavoro per l’affermazione dei propri diritti è stato lungo e difficile.

 E oggi ancor più all’interno di uno sviluppo supertecnologico che è super-accentrato nelle zampe delle multinazionali liberiste, lequali emarginano le specificità artigianali e creative dell’uomo, con ricadute bestiali sui i giovani e per coloro che si avvicinano al apparato produttivo.

  Credo, quindi, che il primo Maggio come festa della lavoro oltre che un momento ludico debba essere anche un momento di riflessione collettiva, per sottrarre l’insostenibile precarietà al mondo del lavoro da un lato, dall’altro l’insostenibile monopolio di privilegi feudali (impunità, immunità, pensioni d’oro..). Riflessione che faccia riappropriare al Cittadino il proprio ruolo nelle riforme e nella  trasformazione della vita nel nostro paese. Ciascun cittadino, dia, quindi, il proprio contributo all’operazione culturale, politica e socio-economica, affinché siano definitivamente sparpagliate le nubi che minacciano i diritti del Lavoro, in un Europa  fondata sui valori  democratici e solidali di libertà e Giustizia.

   Antonio Bartolomeo  Circolo Equilibrium di Toritto (Ba)

www.euromedi.it    e mail equilibrium@euromedi.it.

 

Corso Dattoli, in memoria del Arciprete di tutti.

“Il Comitato per la Pace e la Sicurezza” secondo la carta dell’Onu, nel secondo incontro al Centro Parrocchiale del 10 maggio si lancia nella fase due del progetto. Il Comitato nasce il 1 aprile 2003 con l’iniziativa di una manifestazione per (pg.4)      la Pace, come quella organizzata il 1986 da Don Pierino Dattoli. Nei due incontri deludenti, anche se delle 35 Associazioni invitate vi hanno partecipato poche, i pochi non demordono nell’obiettivo prefissato. La raccolta di firme per chiedere di  denominare “Corso Dattoli” quando sarà terminata la nuova pavimentazione alla Memoria dell’Arciprete di tutti.

 Un modo per continuare a spargere semi di pace nel nostro territorio in un periodo di consumismo sfrenato, stimolato dall’omologazione televisiva, che sta  annullando la capacità creativa di pensare, riflettere, ricordare. Mentre la reclame televisiva continua a fare strage dei valori della solidarietà e quant’altro, Corso Dattoli, terrebbe puntato il dito ritto verso ciò che l’arciprete ha rappresentato per la comunità di Toritto: verace costruttore di pace ante litteram, interprete memorabile del Concilio Vaticano II e dell’Enciclica “Pacem in Terris”, nonché promotore di innumerevoli iniziative culturali per i giovani.  Dicevo ante litteram, in quanto sul tema della Pace e della Giustizia la sua illuminante personalità era in marcia già dal suo arrivo a Toritto, come dimostra l’iniziativa del 1986,  in sinergia con il dialogo Interreligioso avviato da Papa Giovanni Paolo II negli Incontri ad Assisi tra le Religioni della terra.  

Il coordinamento : Comitato per la pace e sicurezza  secondo la Carta dell’ONU di Toritto

A Terlizzi la politica ha messo le ali del Gabbiano.

Il 25 maggio a Terlizzi Il candidato del centro-sinistra, Vincenzo Di Tria, si è affermato al primo turno alla guida amministrativa del paese dei fiori, con il 64% dei votanti, il 7% in più del candidato del centro destra nelle amministrative scorse(57%). 

            La cosa sorprendente e che fa ben sperare nel futuro, per il liberalismo della politica contro il liberismo selvaggio della globalizzazione a senso unico di cui il polo è inquinato sino alle midolla, è il risultato conseguito dal Gabbiano, simbolo dell’Italia dei Valori e Antonio di Pietro.  Il neo partito-movimento di protesta propositiva raccogliendo i maggiori suffragi elettorali (13%) diventa partito di maggioranza relativa.