Proposta di Toritto nel Congresso IDV Regione Puglia 2.10. 2005

di Antonio Bartolomeo

Nuova politica per la Casa,

per ridare stabilità alle Famiglie.

La Famiglia “con lo sviluppo del cemento armato” degli ultimi 30 anni, sia in città che nei paesi(1*), negli appartamenti dei quartieri popolari, anziché nutrirsi e crescere stabilmente è divenuta vittima di un costante deperimento. Un lento e costante deperimento che gli illusori incentivi economici versati dallo Stato non riesce a bloccare.

 

Viene facile pensare, quindi, che nel dovere dello Stato, la società non inizia più dalla Famiglia ma da professioni, ordini e gruppi, compreso le Lobby di speculatori finanziari e immobiliari. O come se la casa non sia più il luogo dove la Famiglia come entità anagrafica vive stabilmente come tessuto organico partecipe della stessa storia, cultura, affetti, valori; dove l’individuo, l’io debba potersi fondere con il noi, ma l’esatto contrario. Per cui con l’effetto del stravolgente individualismo consumistico la famiglia continua a perire

 

La famiglia, il valore più alto di uno Stato di diritto, deve ritornare ad essere prioritario nella politica, altrimenti il deperimento continuerà inesorabilmente. E la causa di questa crisi degenerativa non è dovuta al riconoscimento o meno dei Pacs, la polemica sulle coppie di fatto è un effetto non la causa, ma a tanti fattori:

l’invadenza pubblicitaria della tivù, il deleterio consumismo, il nuovo ruolo della donna, la precarietà, la cattiva ripartizione dei beni connessa a sprechi e privilegi, nonché case in parallelepipedi di 40, 50mq degli agglomerati urbani e dei popolosi quartieri di periferia, dove abbondano beni illusori e scarseggiano quelli sostanziali.

Quarant’anni fa, nei paesi della provincia, con economia prevalentemente agricola ricordo che l’appartamento non subiva affatto il fascino degli anni successivi, in cui c’è stata la rincorsa agli acquisti di appartamenti, ricorrendo perfino a prestiti delle finanziarie.

A causa di questa tendenza iniziarono poi a sorgere enormi palazzi nei centri urbani e i grandi quartieri alla periferia delle città, dentro i quali si sono aggiunti i megasupermercati da dove si è diffusa la megadistribuzione. La conseguenza che si constata ora è che nella famiglia l’autonomia economica e la stabilità di un tempo è scemata. Le città e i quartieri, diventando simili a topaie e rendendo difficile per le Famiglie trasmettere quei valori come avveniva in passato, è iniziata ad alimentarsi ogni tipo di manovalanza priva di dignità civica:

pensate ai quartieri popolari del San Paolo, di Enziteto, di Iapigia e altri capoluoghi pugliesi, la stessa cosa è accaduta nei paesi di provincia con le Zone 167. Quartieri circondati da vaste aree in degrado, nelle quali le lobby di speculatori edilizi e finanziari connessi a politici mercenari, non aspettano altro che edificare altre palazzine proletarie..

Motivo per cui d’ora in poi lo Stato e la politica non deve permettere in queste zone degradate a costoro di edificare in tal maniera, ma in modo tale da garantire alle Famiglie stabilità e sicurezza: un abitazione residenziale di tipo rurale(2*), non di 40, 50 mt2 e uno sopra l’altro, ma una abitazione accanto all’altra e circondata da 200, 300 metri di terreno, in modo che la famiglia possa salvaguardare la stabilità e crescere sicura e libera.

L’Idv in futuro deve farsi carico di una nuova politica della casa, sia per stabilizzare la famiglia, sia per incrementarla nelle future generazioni, promovendo un tipo di residenza di appannaggio solo delle lobby consortili intrallazzati nella speculazione edilizia.

Va detto, infine, che questo impegno è connaturato alla natura stessa dell’agire Politico, se pensiamo che alla parola politica corrisponde “etica della città” (polis ed etica); una politica per costruire la città a misura umana. Non come sta accadendo oggi che la politica mercenaria la sta massacrando. E garantendo stabilità e certezza alle famiglie con la casa non potrà che ottenerla sia la città(la polis) che il Paese, e rispettivamente l’Italia dei Valori(3).

Antonio Bartolomeo di Toritto Coordinamento provinciale di Bari


 

I Delegati Sottoscrittori

Di Giosa Vito, Naglieri Salvatore,

Scarangella Emilio, D’Ambrogio Francesco (Toritto)

Michele Cecere Zoraide Negro, Renzo Perilli

Vito Potente e Raimondo Cucciola (Bari)

De Lucia Irene, Tricarico Francesco (Terlizzi)

Sabino Rizzi, Ciro Esposito, Antonio Cheppa (Spinazzola)

Busco Giovanni (Casamassima) Giuseppe Tedeschi (Modugno)

Pierfelice Zazzera, Pasquale De Nigris, Pietro Laghezza

Giovanni Stama, Malerba Sebastiano (Monopoli)

Luigi Maiorano (Copertino Lecce) I. Tarantini (Andria)


 

1*) A Bari Centrale, dalla Ferrovia al Corso dov’è situata la Prefettura, tra il 1960 e 1980, i palazzi da 1, 2 piani trasformandosi in 7, 8 piani e facendo aumentare il numero degli appartamenti da 10000 a 200.000, ha moltiplicato i problemi di vivibilità….lo stesso è accaduto nei paesi della provincia.

2*) Residenza rurale: il luogo dove principalmente una famiglia volge il proprio lavoro e cura i propri interessi. Un tipo di residenza che oggi è diventata prioritaria in maniera particolare in quei paesi in cui l’economia e prevalentemente agricola.

3*) Altrimenti in quei quartieri con il buio culturale e socio-economico e politico non potranno che continuare a raccogliere voti solo i soliti noti con i soliti escrementi assistenziali illusori che ostacolano nella famiglia la crescita sana, sicura e libera.